“I voucher sono utili”: Brunetta si schiera contro il referendum della Cgil

«I referendum promossi dalla Cgil, e sui quali gli italiani saranno chiamati ad esprimersi (a meno di decisivi interventi governativi) il prossimo 28 maggio non fanno bene al Paese, non fanno bene al mercato del lavoro, non fanno bene ai lavoratori (soprattutto a quelli disoccupati o con occupazioni saltuarie), non fanno bene alle imprese». Lo sostiene Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera, il quale annuncia che la linea del partito in vista della consultazione sarà quella del “No” o dell’astensione. «Il quesito che mira all’abrogazione del lavoro accessorio (i cosiddetti voucher) – evidenzia l’azzurro – non è condivisibile: eliminare del tutto la disciplina che regola questo tipo di prestazioni significa imporre al datore di lavoro, anche per prestazioni occasionali di breve o brevissima durata, di compiere tutti i non semplici adempimenti burocratici previsti per la costituzione di un rapporto di lavoro ordinario. Inoltre, i buoni-lavoro svolgono una funzione positiva per l’emersione del lavoro nero». «Dato l’abuso che è stato fatto dello strumento, in particolare a seguito dei cambiamenti apportati da ultimo dal Jobs Act, l’obiettivo dovrebbe invece essere quello di modificare la disciplina vigente, preservando comunque lo strumento del voucher, che rimane utile a coloro che non godono di contratto stabile, sostanzialmente tornando alla disciplina già prefigurata dalla legge Biagi», aggiunge il parlamentare. 

No di Brunetta anche al referendum sugli appalti

Il No di Forza Italia – ammesso che si voti davvero -arriverà anche sul secondo referendum, quello che riguarda la disciplina degli appalti. “La legge che si vuole abrogare semplifica le operazioni burocratiche, elimina carta, moduli, ispezioni, bolli. Una semplificazione, con la responsabilizzazione delle cosiddette parti sociali: si assegna ai sindacati di lavoratori e imprese (se lo vogliono) il potere di negoziare “metodi e procedure di controllo e di verifica della regolarità complessiva degli appalti”. Se la richiesta abrogativa dovesse passare si torna indietro di 15 anni: più burocrazia, più multe, più procedure farraginose. Il tutto a danno delle imprese e dei lavoratori che non verranno più assunti», dice Brunetta, che conclude. “Lasciando la contesa ideologica in capo alla sinistra, Cgil contro il Partito democratico, la posizione di Forza Italia sarà quella di votare No, oppure di propendere per l’astensione, al fine di contribuire a non far raggiungere il quorum e per questa via far fallire i referendum».