I farmaci veterinari costano 10 volte quelli umani. Antitrust al lavoro

Una «palese discrepanza» tra il costo dei farmaci veterinari e quelli umani. A segnalarlo è il Codici, (l’associazione  per la difesa dei consumatori attiva nel campo dell’usura, della sanità e della legalità) che ricorda come  «non esiste una normativa univoca in merito, e questo determina che i farmaci veterinari, pur contenendo lo stesso principio attivo di quelli umani, arrivino a costare fino a 10 volte di più».

Farmaci veterinari, l’allarme sui costi

Così, anche alla luce delle segnalazioni dei consumatori, l’associazione Codici ha deciso di segnalare il fenomeno all’Antitrust. L’elevato costo dei farmaci veterinari rispetto a quelli umani «impedisce l’effettiva tutela della salute degli animali, rendendo impossibile per molte persone acquistare i farmaci necessari, con problemi serissimi per chi deve affrontare le cure di patologie croniche». Il problema sta nel fatto che il mercato dei farmaci veterinari non ha alcun meccanismo di regolamentazione dei prezzi, contrariamente a quanto avviene per i farmaci degli uomini, questo perché – scrive nella denuncia l’associazione – le imprese produttrici sono poche e dettano le regole. Codici sostiene fermamente la necessità di regolamentare il settore «attraverso politiche adeguate e prezzi giustificati. Non accettiamo più che, anche quando le molecole per uso veterinario sono in tutto e per tutto uguali a quelle utilizzate per gli umani, arrivino a costare fino a 90/100 volte in più, come nel caso del ketoprofene».