Hostess italiana vince la causa con Ryanair: “Costretta a turni da schiava”

Una hostess italiana ha vinto la causa che aveva avviato nel 2013 contro Ryanair. Alessandra Cocca, aveva citato la compagnia aerea low-cost per le condizioni di lavoro alle quali vengono sottoposti i dipendenti della società. Condizioni definite: “Turni da schiavi” e confermate dal tribunale di Oslo, alla quale la dipendente italiana, che vive in Norvegia, aveva fatto ricorso.

Il tribunale norvegese ha dato ragione alla hostess italiana

Ryanair dovrà risarcire alla giovane italiana tre anni di stipendio lordo, pari a 64mila euro, per evitare un procedimento penale. L’ hostess aveva denunciato Ryanair come un’azienda schiavista, dove regna la cultura della paura. In particolare, secondo la denuncia della Coccia e di una hostess di un altro Paese, le hostess avrebbero dovuto pagare di tasca loro per la formazione, correndo un continuo rischio di licenziamento senza giusta causa e senza preavviso. Sarebbe inoltre mancata la copertura in caso di malattia e la società avrebbe fatto ricorso a intermediari in Irlanda per ottimizzare il profilo fiscale.

La difesa di Ryanair: hostess licenziata per non avere rispettato le norme di sicurezza

L'hostess italiana risarcita con 64mila euro

L’hostess italiana risarcita con 64mila euro

Secondo le accuse della hostess italiana, riportate dal Corriere della Sera, la compagnia low-cost, che l’aveva assunta nel 2012, l’aveva licenziata durante il suo periodo di prova dopo che la dipendente aveva denunciato un pilota perché «odorava d’alcol». Nella versione della compagnia, invece, la hostess non avrebbe rispettato tutte le procedure di sicurezza. Ryanair voleva che il caso fosse giudicata in Irlanda, nazione in cui è registrata la compagnia low cost. Alessandra Cocca ha ottenuto, invece, che la diatriba legale fosse dibattuto in Norvegia, dove la donna lavorava e dove i diritti dei dipendenti hanno una maggiore tutela rispetto all’Irlanda.