«Ho iniziato a 15 anni così…». Meloni parla al corso della Fondazione An (video)

È stata Giorgia Meloni la protagonista dell’ultima lezione di formazione politica promossa dalla fondazione Alleanza nazionale. Davanti a una  platea di giovani e giovanissimi che l’hanno incalzata con molte do,ante, la leader di Fratelli d’Italia ha ripercorso le ragioni del suo impegno a partire da quando, giovanissima, si affacciò alla politica bussando alla sezione missina della Garbatella a Roma nei giorni dell’assassinio di Paolo Borsellino. Presentata dal presidente del comitato scientifico della Fondazione, Marcello Veneziani,  la “lezione” di Giorgia Meloni è stata una testimonianza personale, distante dallo stile accademico e dal linguaggio teorico dei politologi.

La lezione di Giorgia Meloni: non farò un comizio

«Non vi farò un comizio – ha detto l’ex ministro della Gioventù – preferisco raccontarvi i momenti più belli della mia vita politica, ormai 25 anni. Le esperienze più toccanti che lasciano ben sperare per il ritorno di una destra grande». Giorgia si è soffermata sugli inizi raccontando le prime esperienze con l’allora Fronte della Gioventù: «È stata una stagione straordinaria di avanguardia, un vero laboratorio politico per la destra, diventato un esempio in tutta Italia. Avevamo una grande capacità di guardare avanti prendendo anche posizioni distanti da quelle del partito», ha detto la Meloni ai giovani “studenti”,  sottolineando l’autonomia del mondo giovanile dall’allora Msi. Un’indipendenza che è proseguita con Alleanza nazionale. Anche sulla stagione di governo preferisce concentrarsi sulle luci e tralasciare le ombre, che pure ci sono state. Dell’esperienza da ministro della Gioventù, oltre alle realizzazioni concrete (il prestito per i precari, la facilitazione per le giovani madri nell’ingresso nel mondo del lavoro) ricorda il rapporto diretto con i cittadini, anche con gli avversari. «Nel giorno della caduta del governo Berlusconi davanti a Palazzo Chigi si raggruppò una folla di contestatori mentre eravamo impegnati in una riunione molto delicata. Al termine, tutti uscirono dagli ingressi secondari. Io ho preferito uscire dal portone principale e sfidare le contestazioni. Ricordo che la folla si aprì e mi lasciarono passare. E così che intendo la politica. A testa alta».

Manifestazione per un’altra Europa il 25 marzo

Del Pdl mette in luce i successi e la fine annunciata sottolineando la sua permanenza nella coalizione anche quando non condivideva la scelta di appoggiare il governo Monti. «A ogni riunione ribadivo la mia contrarietà, ma ho aspettato la convocazione delle elezioni tenendo fede al vincolo di mandato con gli elettori prima di fondare un nuovo partito». Che oggi, con meno quattro anni di vita, può vantare una crescita costante, come dimostra un recentissimo sondaggio di Repubblica che attribuisce a Fratelli d’Italia il 6-7 per cento dei consensi. L’intervento dell’ex ministro si è chiuso con l’anticipazione di una grande manifestazione a Roma il 25 marzo, in occasione del vertice straordinario dell’Ue per la celebrazione dei 60 anni dei trattati. «Sarà un’occasione per puntare i riflettori su un’altra Europa». Nessun dettaglio, ancora. «La macchina organizzativa è al lavoro».