Guerra pentastellata a Genova. Ora la Cassimatis trascina Grillo in tribunale

Non molla il movimento ma trascina Grillo in Tribunale. Nuovi veleni sulla “Comunarie” di Genova. La candidata sindaco di del capoluogo ligure, Marika Cassimatis, scelta dalla rete con oltre 700 voti e poi scaricata dal fondatore dei Cinquestelle (che gli ha preferito Luca Pirondini, il perdente delle elezioni online del 14 marzo), non è intenzionata a farsi da parte e ha convocato una conferenza stampa per chiarire la sua posizione e annunciare il ricorso al Tar. La richiesta è chiara: il ripristino della sua lista (al quale Grillo ha vietato l’utilizzo del simbolo pentastellato) e la sospensiva del voto nazionale. L’attacco è agli anatemi di  Grillo e alla filosofia del “fidati di me”, chiaro esempio della gestione dirigista del movimento. Una deriva pericolosa per la democrazia – dice – che «è fatta di trasparenza e la trasparenza qui non c’è». Sollevando un cartello con su scritto #Nonsonounfantamsa, la vincitrice delle primarie ha aggiunto: «Non ci sono squali, né infiltrati a Genova è stato disconosciuto il voto del Blog. Settecento iscritti hanno votato la mia lista. “La Rete è sovrana”, diceva Casaleggio. E invece è stato disconosciuto un principio fondante della democrazia diretta».

Marika Cassimatis trascina Grillo in tribunale

La sua lista per ora è sospesa ma né la Cassimatis né i “suoi” sono stati espulsi. «Qualcuno di noi si è disiscritto di sua volontà – ha detto ai giornalisti – ma non c’è stata un’espulsione da parte del M5S. Io sono ancora iscritta perfettamente perché, come dico, mi sono candidata e ci siamo candidati per portare avanti delle idee e non delle persone. E quindi è questo che ancora ci tiene legati al movimento». Poi chiarisce di non aver mai detto di pensare a un movimento senza Grillo: «Ho detto semplicemente che il movimento Cinquestelle è fatto dalle idee e non dalle persone e che le persone quindi possono sbagliare, ma le idee devono essere fisse e solide. Allora la domanda che facciamo è: le idee sono sempre quelle? Sono quelle della Carta di Firenze? Questa è la mia domanda, non sta a me rispondere». Se la resa dei conti dovesse finire male la Cassimatis non si sbilancia sulle prossime mosse. Si vendicherà? Per ora nega l’ipotesi di candidarsi comunque  alleandosi ai fuoriusciti dal Movimento. «Questo è uno step successivo al momento non abbiamo fatto nessuna valutazione di questo tipo. Noi abbiamo fatto una richiesta precisa». Che il clima sia avvelenato lo dimostrano le minacce su Facebook di un militante di Varese rivolte contro un sostenitore della Cassimatis presente all’incontro con la stampa. «Se ti incontro per strada, ti prendo a pugni col tirapugni».