Gomorra, scene horror sulla Rai a ora di cena. Come l’omicidio di una bimba (video)

Omicidi, parolacce, scene di ordinaria violenza, sopraffazione, nella più assoluta assenza dello Stato. Tutta roba da piccolo schermo, da servizio pubblico, ovviamente. La seconda serie di “Gomorra“, la fiction ispirata all’omonimo best seller di Roberto Saviano, torna in onda da domani anche sulla Rai, alle 21.15, sul terzo canale. Senza nessuna “depurazione”, in prima serata, sulla tv pubblica, in fascia protetta, senza che nessuno si chieda se sia giusto mostrare, a ora di cena, mostruosità sanguinarie che descrivono una realtà perfino peggiore di quella napoletana. Ma in nome dell’audience, evidentemente, una goccia di sangue in più può scorrere anche in fascia protetta.

Le avventure di don Pietro Sabastano, liberato dal furgone della polizia durante il trasferimento, si intrecciano a quelle di Ciro Di Marzio, che promette lealtà a Salvatore Conte, tutti personaggini di un certo livello intellettuale, mentre le condizioni di salute del giovane figlio di don Pietro, Genny, miracolosamente sopravvissuto all’attacco, migliorano gradualmente fino alla completa guarigione. Un anno dopo egli è nuovamente in Honduras, dove, con brutale violenza, cerca di organizzare il traffico di stupefacenti per i Savastano superstiti. Da segnalare il suo omicidio a mani nude di un narcos sudamericano.

Tra le scene horror, sulle quali la Rai farebbe bene a fare una riflessione, c’è anche quella dell’omicidio della figlia del boss Ciro di Marzio. Un killer apre lo sportello dell’auto, sfiora il crocifisso che indossa sul petto, le punta la pistola sul volto e spara. Ai telespettatori viene risparmiata solo la scena finale: il volto della bambina straziato si intuisce, ma almeno  viene tenuto nascosto. Tutto il resto, compreso lo stesso Marzio che spara Don Pietro Savastano alla fronte e lo uccide, ci verrà mostrato fino all’ultima goccia di sangue…