Gli islamici travolti a Mosul: l’Isis in rotta usa i civili come scudi umani

Le forze di sicurezza irachene che combattono contro i jihadisti dell’Isis che resistono a Mosul ovest, nel nord dell’Iraq, hanno ripreso il controllo di importanti edifici governativi e anche della zona in cui si trova ciò che resta del Museo di Mosul. L’Isis in rotta ricorre a donne, vecchi e bambini come scudi umani, rendendo il numero delle vittime molto più alto. Lo ha confermato il comandante della Forza d’intervento rapido della Polizia irachena, Abdel Amir al-Mohamadi, precisando che tra gli edifici sottratti al controllo dell’Isis ci sono la città giudiziaria e il quartier generale della Polizia a Ninive. Sono stati liberati anche i palazzi della Corte Suprema, della Banca Centrale e dell’Autorità per l’elettricità e l’acqua e il bilancio provvisorio della battaglia, secondo il comandante al-Mohamadi, è di oltre 130 jihadisti uccisi. Tutti gli edifici erano occupati dal 2014 dai combattenti dell’Isis.

Il Museo di Mosul è completamente distrutto

“Il Museo di Mosul è completamente distrutto – ha detto al-Mohamadi alla Cnn – I miliziani dell’Is hanno saccheggiato il museo, distrutto molti manufatti e hanno piazzato esplosivi intorno agli edifici, praticamente rasi al suolo”. Nel febbraio 2015 fece il giro del mondo un video che mostrava la distruzione dei reperti custoditi nel Museo di Mosul, colpiti con asce e picconi dai jihadisti. Poi intervenne il direttore del Museo nazionale iracheno d Baghdad, Qais Hussein Rashid, a chiarire che quelle erano solo delle “copie” dei reperti, perché gli “originali” sono conservati nella capitale. Un numero del marzo 2015 della rivista Dabiq, il magazine del sedicente Stato Islamico, celebrava comunque la sistematica distruzione di statue e altri reperti archeologici assiri nella provincia di Ninive in un articolo accompagnato da foto dei jihadisti con picconi e martelli nel Museo di Mosul.