Gestiva il traffico dalla Libia, ghanese identificato dai migranti: “Così ci torturava”

Si chiama Fanti, ma voleva essere chiamato Rambo dalle sue vittime, il 20enne ghanese, sbarcato a Lampedusa il 5 marzo scorso, arrestato oggi dalla polizia di Agrigento. Il cittadino ghanese era stato sottratto, nei giorni scorsi, a un tentativo di linciaggio da parte di alcuni migranti che lo avevano riconosciuto come uno dei responsabili di torture, sevizie e stupri avvenuti in Libia, nella struttura dove alloggiavano prima di intraprendere la traversata in mare per le coste italiane.

Migranti in Libia tenuti nel ghetto di Ali

Gli stupri per le donne e le torture per le donne, avvenivano anche mediante cavi alimentati con la corrente elettrica.  Una vittima-testimone ha racconta agli inquirenti italiani che ci sono stati anche degli omicidi nel “ghetto di Ali”, come veniva chiamato il luogo in cui erano rinchiusi. Per uscire dovevano pagare una cifra chiesta dai torturatori.

In Libia stupri e torture col cavo elettrico

Un altro migrante, Victory, giovane nigeriano, anche lui vittima di Fanti, ha raccontato ai pm della casa-ghetto: «Eravamo in mezzo al deserto, era una grande struttura, recintata con dei grossi e alti muri in pietra, che era costantemente vigilata da diverse persone, di varie etnie, armati di fucili e pistole». E parlando di Fanti, l’arrestato, racconta: «Era uno che spesso, in modo sistematico picchiava e torturava noi migranti. Fanti era membro di questa organizzazione di trafficanti al cui vertice c’era Alì, il libico».

Dalla Libia all’Italia dopo il pagamento di un “riscatto”

Anche Victory ha dovuto pagare dei soldi per essere rilasciato e proseguire la sua rotta verso l’Italia. «Ogni giorno telefonavano alla mia famiglia – racconta tra le lacrime – e mentre avanzavano a mio fratello le loro richieste estorsive, consistenti nella richiesta di denaro, mi torturavano e mi seviziavano, in maniera tale da fargli sentire le mie urla strazianti. Dopo cinque mesi di lunga prigionia e sistematiche violenze subite, mio fratello gli fece pervenire 200 mila cfa (la moneta del post ndr) a fronte delle 300 mila richieste».

Il ghanese sbarcato dalla Libia arrestato ad Agrigento

Il 20enne ghanese è accusato di associazione a delinquere finalizzata alla tratta, di sequestro di persona, violenza sessuale, omicidio aggravato e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, oltre che per i singoli reati, realizzati in concorso con altri trafficanti.