Germania, dietro l’attacco al centro commerciale di Essen c’era l’Isis

A fine febbraio il capo dell’intelligence tedesca, Maassen, aveva paventato – e concretamente – il rischio di possibili attentati terroristici di matrice islamica, indicando addirittura in 1600 potenziali kamikaze, cellule dormienti che vivono nel paese, il pericolo incombente. Ebbene ieri, ad appena due giorni dall’allarme scatenato dall’agguato di uno squilibrato alla stazione di Dusserdolf, la paura di un nuovo brutale attacco si è palesata in un centro commerciale di Essen (nel Nordreno-Westfalia), nella vecchia zona industriale della Ruhr. Tanto che, come riporta la Bild nelle ultime ore, per paura di un attentato affidato a jihadisti suicidi, un timore alimentato – sembra – da una “soffiata” attendibile, l’intera area che ospita la struttura commerciale da ieri  è stata chiusa al traffico e presidiata dalle forze dell’ordine. 

Paura di un attentato al centro commerciale di Essen

Ma non è ancora tutto: l’attacco terroristico sventato ieri a Essen, nella Germania occidentale, aggiungono oggi nuove fonti, sarebbe stato effettivamente pianificato con l’appoggio di miliziani dell’Is. Tra gli altri, lo riferisce tempestivamente e con dovizia di particolari in queste ore sempre la Bild, che cita fonti delle forze di sicurezza tedesche secondo cui un simpatizzante dell’Isis, nato in  Germania, è risultato in contatto elettronico dalla Siria con diverse persone nella regione, al fine di commissionare un attacco. Oltretutto, le istruzioni per l’assemblaggio di un ordigno erano state inviate via chat dal  simpatizzante, che secondo le autorità lavorava con la leadership dello Stato Islamico. Stando ai media tedeschi, una parte dei potenziali partecipanti al presunto attacco al centro commerciale si troverebbero proprio in Germania, mentre altri sarebbero dovuti arrivare nel paese provenienti  dall’estero. Non si hanno dettagli ancora sull’identità delle persone e sul loro numero.

Una “soffiata”: sarebbe stato pianificato dall’Isis

Quel che è certo, però, è che la polizia tedesca si è mossa sulla base di informazioni precise ed attendibili. Del resto, non è la prima volta che accade: un caso analogo si è verificato già poco dopo gli attentati di Parigi, quando un’informazione segreta ritenuta altamente veritiera indusse ad annullare l’incontro di calcio amichevole tra Germania e Olanda previsto ad Hannover, o come quando, nel capodanno 2015 si provvide a evacuare la stazione centrale di Monaco. In tutti e deu questi precededenti la minaccia paventata dalle forze dell’ordine in base a quanto riferito da informatori segreti riguardava sempre un attacco islamista.