Gentiloni e l’inutile Cdm di oggi: tutto fa brodo pur di non andare al voto

Paolo Gentiloni presiede il Consiglio dei ministri. Ma basta scorrere l’Ordine del giorno e, subito, ci si chiede cosa ci stia a fare a palazzo Chigi. Sembra una burla, ma è la verità. Il Governo non fa niente di niente. Gentiloni semplicemente vivacchia, bivacca, campicchia, s’arrangia. Ma di produrre qualcosa di utile per gli italiani non se ne parla proprio. Non volete credere a questa affermazione ‘populista’? Pensate sia una delle solite balle servite dal Web? Allora andatelo a leggere l’ordine del giorno del Consiglio dei ministri di oggi sul sito del Governo. Ne avrete una desolante conferma. Gentiloni ha riunito a Palazzo Chigi i suoi infaticabili ministri per (leggete bene) l’esame “preliminare” di un Disegno di Legge che recita: «Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l’attuazione di altri atti dell’Unione europea – legge di delegazione europea 2016 (PRESIDENZA)»; e, quindi, per un altro «Decreto legislativo per l’Attuazione della direttiva 2014/26/UE sulla gestione collettiva dei diritti d’autore e dei diritti connessi e sulla concessione di licenze multiterritoriali per i diritti su opere musicali per l’uso online nel mercato interno». Tutto qui? Tutto qui. Perciò, un caffè, una chiacchiera, una alzata di mano (anzi, due) ed ecco che l’allegra compagnia seduta al tavolo circolare è potuta svicolare, con tutta la pletora di assistenti al seguito, per il meritato fine settimana. Certo, l’Italia annaspa e il lavoro latita; certo, tutti gli indicatori di crescita ci vedono incollati alle retrovie di un’Europa sempre più distante; certo, la percezione della sicurezza tra i cittadini impauriti da ogni forma di criminalità non è mai stata così bassa; certo, non c’è categoria che non protesti e faccia sentire la sua voce un giorno sì e l’altro pure. Ma, niente paura: su tutto e tutti incombe Gentiloni col suo governo. Che non ha nulla da fare, ma che è vigile quel che basta per impedire agli italiani di avere la possibilità di votare.