Gasparri: “Sulla sicurezza nessuna svolta. I decreti del governo sono un bluff”

«Sulla sicurezza non c’è nessuna svolta reale da parte del governo Gentiloni». Lo dice il vicepresidente del Senato, Maurizio Gasparri, commentando l’entrata in vigore del decreto sulla sicurezza urbana. «Quelli varati – dice il senatore di Forza Italia – non sono decreti di destra, sono solo propaganda».

Gasparri: “I poteri ai sindaci? Sono pura propaganda”

Secondo Gasparri, «l’unica norma efficace è quella inserita grazie alla battaglia parlamentare di Carfagna, Vito, Gelmini e Brunetta sull’arresto differito, già a suo tempo introdotto per gli stadi ed ora allargato ad altre casistiche. È l’unico strumento utile per arrestare, nelle ore successive ai fatti, chi si è reso responsabile di violenze. I poteri ai sindaci invece sono pura propaganda perché il cosiddetto daspo è privo di garanzie penali e quindi non potrà produrre effetti significativi».

Gasparri cita la politica fallimentare sull’immigrazione

«Non c’è alcuna valorizzazione delle polizie locali – avverte il senatore azzurro – non ci sono più soldi per le forze di polizia appartenenti al comparto sicurezza-difesa, non ci sono incrementi di carabinieri e poliziotti di quartiere. Inoltre, la politica fallimentare sull’immigrazione sta portando a un ulteriore aumento degli sbarchi. Per queste ragioni Forza Italia, pur dando un contributo positivo migliorando alcuni punti del provvedimento, ha votato contro. Condurremo anche al Senato – aggiunge Gasparri – una battaglia per modificare sia il decreto sulla sicurezza urbana che quello sull’immigrazione».

Gasparri svela il bluff di Minniti

«È poi preoccupante – spiega l’esponente di Forza Italia – che il ministro Minniti continui a sbandierare un provvedimento punitivo nei confronti delle forze di polizia come quello sui cosiddetti codici identificativi. Minniti quindi non rinuncia a questa misura sgradita alle forze di polizia e utile soltanto a chi ne vuole contrastare l’azione. Ci opporremo a questa norma – conclude Gasparri – e chiameremo alla mobilitazione i sindacati di polizia e i vari organi di rappresentanza».