Fosse comuni trovate a Mosul: l’Isis massacrò centinaia di detenuti

Le milizie filogovernative sciite Hashd al-Shaabi hanno annunciato di aver scoperto una fossa comune nel nord dell’Iraq, non lontano da Mosul, con i resti di circa 500 civili che sarebbero stati uccisi dai jihadisti del sedicente Stato islamico. Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa Dpa, la scoperta è avvenuta nel carcere di Badush, villaggio che l’Isis aveva conquistato nel giugno 2014 e che è stato ripreso dalle milizie sciite la scorsa settimana. Secondo Human Rights Wastch, l’Isis avrebbe ucciso circa 600 detenuti nel carcere il 10 giugno 2014. Non è ancora chiaro se la fossa comune riguardi i detenuti o altre persone di Mosul, forse quelle utilizzate dall’Isis come scudi umani.

Inevitabile la sconfitta dell’Isis a Mosul

In questi ultimi giorni l’esercito regolare iracheno ha riconquistato numerosi quartieri della città di Mosul e anche lo stesso Museo archeologico, che però era stato distrutto prima della ritirata dei terroristi islamici. Ma nessuno aveva dubbi che la sconfitta del sedicente Stato islamico a Mosul è “inevitabile”, come aveva dichiarato pochi giorni fa il primo ministro iracheno, Haider al-Abadi, che ha fatto visita ai reparti militari impegnati nell’offensiva per liberare la seconda città dell’Iraq dall’organizzazione jihadista. “Gli iracheni usciranno da questa battaglia a testa alta”, ha assicurato al-Abadi, citato dai media locali. Il primo ministro, secondo quanto riferito dal sito Iraqi News, ha visitato anche l’aeroporto di Mosul, riconquistato dalle forze lealiste il mese scorso, e successivamente si recherà nella regione del Kurdistan iracheno.