Eutanasia, i medici vogliono staccare la spina alla piccola Marwa: petizione per salvarla

Una bambina, o meglio, il caso clinico di una bambina, riaccende il dibattito sull’eutanasia: e il caso è quello della piccola Marwa, una bimba di 16 mesi, vittima di un’infezione virale che le ha creato gravi lesioni cerebrali. Accanto a lei, i suoi due coraggiosissimi genitori, protagonisti di una durissima battaglia decisa a mantenere in vita la piccola, contro il parere dei camici bianchi dell’ospedale Marsiglia. Una battaglia che, proprio in queste ore, siu è traferita dalla trincea del nosocomio d’oltrlpe all’agorà del web dove è forte più che mai il sostegno della Rete e dove la pagina Facebook Jamais sans Marwa (Mai senza Marwa) veicola una petizione in soccorso della mamma e del papà di Marwa e, sorpattutto, del diritto a vivere della piccola protagonista – e vittima – della vicenda.

La petizione per la piccola Marwa

E allora, finora sono già oltre 250.000 le firme raccolte online per opporsi alla decisione dei medici di staccare la spina a Marwa. La mamma e il papà della bambina ancora ieri hanno difeso, davanti al Consiglio di Stato, il diritto a vivere della loro figlia, oggi legata a un respiratore. I giudici decideranno la prossima settimana; ma il cammino intrapreso dai genitori di Marwa e dai loro sostenitori, fuori e dentro il web, è un cammino di dolore. Di speranza. Di attesa. Di coscienza: Un cammino per la vita che interseca il suo sentiero con quella della legge. E allora, è una nuova tappa del percorso giudiziario – iniziato 4 il novembre scorso, quando il personale medico ha deciso di staccare il respiratore – quello che oppone i genitori ai camici bianchi. Un viatico nel corso del quale il tribunale amministrativo di Marsiglia era già intervenuto giudicando la decisione dei medici «prematura perché presa in tempi non sufficienti per valutare, in maniera certa, l’inefficacia della terapia in corso e il consolidamento dello stato di salute della bambina». I giudici avevano inoltre sottolineato l’importanza del parere dei genitori e stabilito la prosecuzione delle cure. Da qui il ricorso dell’ospedale al Consiglio di Stato.

La legge sul fine vita in Francia

Per i medici, a cui secondo la legge francese sul fine vita spetta l’ultima parola, Marwa ha subito danni irreversibili e gravissimi e va considerato lo stato di sofferenza cronico della piccola. Ma secondo i genitori MohamedAnissa Bouchenafa, la bimba sarebbe capace di emettere suoni, di piangere e muovere le mani in presenza della sua sorellina gemella. Azioni che per i medici sarebbero solo riflessi automatici, ma che per i genitori della bimba sono invece inequivocabili segni di coscienza, brevi cenni di una vita che scorre in quelle piccole vene. La storia, non a caso, ha suscitato un forte dibattito in Francia: un dibattito tornato ferocemente d’attualità in casa nostra proprio in questi giorni, a seguito del caso di dj Fabo; un dibattito in cui, ascissa e ordinata del discorso sono dati sempre dalla contrapposizione tra scienza, fede e coscienza.