Egitto, dopo sei anni il regime libera l’88enne Moubarak: è innocente

L’ex presidente egiziano Hosni Moubarak è libero. Il suo legale, citato dall’agenzia di stampa Xinhua, ha confermato che Moubarak è tornato nella sua residenza di Heliopolis, al Cairo, per la prima volta dopo sei anni. La notizia arriva poco dopo quella di un’esplosione avvenuta alla periferia della capitale egiziana con un bilancio di almeno un morto e tre feriti. Nei giorni scorsi l’avvocato Farid al-Deeb aveva annunciato l’imminente uscita di Moubarak dall’ospedale militare di Maadi, nella zona sud del Cairo, dove l’ex presidente è stato detenuto. L’annuncio arrivava dopo che il 2 marzo la Corte d’appello del Cairo ha assolto in via definitiva Moubarak dall’accusa di aver dato l’ordine di sparare e uccidere manifestanti nel corso della cosiddetta rivoluzione del 25 gennaio 2011 che mise fine alla sua presidenza della Repubblica. L’88enne Moubarak, ha spiegato stamani al-Deeb, ha lasciato l’ospedale militare di al-Maadi intorno alle 8 ora locale e poi “ha fatto colazione con la sua famiglia e molti amici” nella sua residenza. L’ex rais ha trascorso tra il carcere e l’ospedale militare gli ultimi sei anni, dall’aprile 2011 quando venne arrestato a due mesi dalle dimissioni.

Le tappe dell’offensiva contro Moubarak

Ecco le tappe della vicenda: aprile 2011: l’ex presidente viene arrestato con l’accusa di corruzione e coinvolgimento nell’uccisione dei manifestanti durante la
cosiddetta rivoluzione. 3 agosto: Moubarak compare in pubblico per la prima volta dalle dimissioni durante il processo per corruzione e complicità
nell’uccisione di centinaia di manifestanti. Insieme a lui sul banco degli imputati ci sono l’ex ministro dell’Interno Habib al-Adly e sei collaboratori. I figli di Mubarak, Alaa e Gamal, vengano processati con l’accusa di corruzione. 24 settembre: l’allora capo del Consiglio Supremo delle Forze Armate (al potere in Egitto), Hussein Tantawi, testimonia a porte chiuse al processo che vede imputato l’ex presidente. I legali delle famiglie delle vittime accusano Tantawi di aver favorito Moubarak con la sua testimonianza e chiedono la sostituzione di alcuni giudici. Il processo viene sospeso, ma riprende dopo tre mesi con gli stessi giudici. 2 giugno 2012: Moubarak viene condannato all’ergastolo per responsabilità nella morte di manifestanti durante le proteste della rivoluzione. L’ex rais e i suoi due figli vengono assolti dall’accusa di corruzione. 13 gennaio 2013: la Corte di Cassazione annulla la sentenza di condanna all’ergastolo per Moubarak e dispone un nuovo processo, che inizia il 13 aprile ma viene subito aggiornato (e riprenderà a maggio) dopo la decisione del presidente della Corte di rinunciare all’incarico. 19 agosto: un tribunale ordina la scarcerazione dell’ex rais per il venir meno delle accuse di corruzione contro di lui e il 21 agosto il premier Hazem al-Beblawi ordina per Moubarak gli arresti domiciliari in un ospedale militare. 21 maggio 2014: un tribunale del Cairo condanna l’ex presidente a tre anni di carcere con l’accusa di appropriazione indebita di fondi pubblici e la sentenza viene confermata in via definitiva in un secondo processo che si conclude nel maggio dell’anno successivo. 13 agosto: per la prima volta Moubarak prende la parola in tribunale per difendersi: “Ho servito questo Paese per 62 anni”, dice. 29 novembre: l’ex presidente Adly e sei ex capi di polizia vengono prosciolti dall’accusa di omicidio per l’uccisione di manifestanti. Moubarak e i suoi figli assolti dall’accusa di corruzione. La sentenza scatena violente proteste al Cairo e il 2 dicembre la Procura fa ricorso in Cassazione contro la sentenza. 4 giugno 2015: la Corte di Cassazione ordina un nuovo processo per Moubarak in relazione all’uccisione di manifestanti, ma conferma l’assoluzione per gli altri imputati. Il nuovo processo inizia il 5 novembre. 2 marzo 2017: l’88enne Moubarak viene assolto in via definitiva dalla Corte d’appello del Cairo. “L’imputato è innocente”, afferma il giudice Ahmed Abdel Qawi.