Ddl Povertà, è la Lombardia la prima regione ad aiutare le fasce più deboli

Nel giorno in cui il ddl Povertà diventa legge, Regione Lombardia – prima regione ad avere previsto misure strutturate come il “reddito di autonomia” – conferma il proprio impegno sul fronte del sostegno alle fasce più deboli. In particolare 2.300.000 euro sono stati stanziati per il sostegno abitativo a favore di coniugi separati o divorziati in situazione di disagio economico. I beneficiari sono 8.000 persone, delle quali l’86% sono madri separate. A questo si aggiungono i 15 milioni di euro del bonus famiglia, a sostegno di 8.000 famiglie beneficiarie – il 10% monogenitore – in condizioni di vulnerabilità socio-economica. Il 74% di coloro che hanno presentato domanda sono madri. Sul fronte del contributo agli asili nido, sono circa 32 milioni di euro le risorse impegnate a beneficio di 13.500 famiglie. Voucher di autonomia – 400 euro mensili per massimo 12 mesi – a beneficio di circa 2.150 fra anziani (5.157.769 euro) e disabili (5.111.510 euro). Per gli anziani si tratta di consentire a chi è in condizioni economiche gravi di continuare a vivere nella propria abitazione godendo di adeguata assistenza. Per le persone disabili si tratta, invece, di finanziamenti volti ad attività di sostegno all’inclusione sociale e all’autonomia personale.

Dalla Regione anche un piano di inserimento lavorativo

Il progetto di inserimento lavorativo di Regione Lombardia, vede 22 milioni di euro a sostegno delle persone in situazione di particolare difficoltà nei percorsi di reinserimento nel mercato del lavoro mediante un contributo commisurato alla partecipazione alle politiche attive (fino a 1.800 euro in sei mesi). Destinatari sono cittadini residenti o domiciliati in Lombardia che attivano Dote Unica Lavoro e che sono disoccupati da più di 36 mesi; non percepiscono alcuna integrazione al reddito; hanno un Isee fino a 20.000 euro. I giovani con età inferiore a 30 anni possono partecipare dopo aver completato il percorso di Garanzia Giovani. Lo strumento Pil (Progetto d’inserimento lavorativo – nel ventaglio delle misure del reddito di autonomia) è stato consolidato nel 2016, quale sostegno finanziario per favorire la ricollocazione di persone in particolare situazione di svantaggio. Sono stati apportati interventi evolutivi all’intervento ed è stata pubblicata la manifestazione d’interesse rivolta agli operatori interessati a erogare la misura; hanno risposto 92 operatori, 335 sedi e sono state già attivate 4.200 doti.