Dalla farina di grillo ai micrortaggi: ecco il cibo del futuro prossimo

Dalla farina di grillo ai micrortaggi. Ecco il cibo del prossimo futuro. Dal bacon “vegano” ai gamberi di alghe. Sono solo alcuni dei cibi più nutritivi e sostenibili che tra qualche anno potrebbero arrivare sulle nostre tavole. E non c’è nulla di nauseante nella farina di grillo né nelle altre soluzioni alimentari. Ad accendere i riflettori sui ‘super food’ che sfameranno il mondo è Seeds&Chips, the Global Food Innovation Summit (8-11 maggio, Fiera Milano Rho). Secondo recenti stime delle Nazioni Unite, infatti, entro il 2050 la popolazione mondiale passerà dagli attuali 7 ai 9,7 miliardi, circa 2,5 miliardi di persone in più, che popoleranno la Terra e che bisognerà sfamare raddoppiando la produzione di cibo, riducendo al massimo gli sprechi e, in particolare, sperimentando generi alimentari alternativi. Non ci si dovrà, dunque, sconvolgere se tra qualche anno sui nostri piatti appariranno gustosi snack di farina di grillo e micro-prodotti naturali dalle caratteristiche nutritive sorprendenti o bacon e gamberi a base di alghe. Ne sono convinte le due startup italiane Addento e Mi Green Food e le internazionali Seamore Food e New Wave Foods, realtà presenti a SaC17 che stanno lavorando proprio in questa direzione. La Fao ha recentemente definito gli insetti come cibo del futuro e da anni si sperimenta in questo campo. Il risultato raggiunto è una linea di nuovi alimenti con un ingrediente alternativo: una farina di grillo, nutrizionalmente superiore e più sostenibile rispetto ad altri cibi. Avviata anche la produzione di micrortaggi, plantule commestibili che rappresentano una nuova tendenza del mercato agroalimentare. Con un’elevata concentrazione di vitamina C, E e K i micrortaggi sono ricchi di valori nutrizionali e antiossidanti tanto da essere definiti come ”Super food”, per l’elevata presenza di questi elementi rispetto ad ortaggi maturi e per i benefici sulla salute umana. Al pari dei micrortaggi, anche le alghe sono tra gli alimenti più sostenibili del pianeta, per la loro produzione infatti è richiesto solo il sole, niente acqua né terra e soprattutto niente fertilizzanti né pesticidi. Ecco il cibo del prossimo futuro.