Compensi alle star, Brunetta: basta trucchi, il governo vari la nuova legge

“A portare ulteriore caos e scompiglio nelle stanze di Viale Mazzini sembra averci pensato l’Avvocatura dello Stato che, senza tanti giri di parole, ha espresso forti dubbi sull’applicabilità del limite di 240mila euro annui, introdotto dall’art. 9 della legge n. 198 del 2016, alle collaborazioni artistiche della Rai. A ben guardare, però, quanto espresso nel parere dell’Avvocatura, fa acqua da tutte le parti”. Lo dichiara Renato Brunetta, presidente dei deputati Fi. “È irragionevole, infatti – aggiunge – fare riferimento al contenuto dell’articolo 3, comma 44 della legge finanziaria del 2007: nel frattempo sono passati 10 anni e il legislatore è intervenuto ancora, in quattro occasioni diverse (legge n. 69 del 2009, decreto legislativo n. 165 del 2001, Decreto Ministeriale n. 166 del 2013 e legge n. 189 del 2016). Nessuno di questi provvedimenti ha previsto un’eccezione circa l’applicabilità del tetto ai compensi delle star”. “Pertanto – prosegue – a fronte di quattro ulteriori norme che non richiamano in alcun modo la distinzione per le prestazioni artistiche prevista nella legge finanziaria del 2007, quest’ultima è da intendersi tacitamente abrogata dalla legge n. 189 del 2016, anche perché la nuova disciplina regola l’intera materia già prevista dalla legge anteriore, rendendola dunque implicitamente obsoleta (art. 15 preleggi). “Come se non bastasse – continua Brunetta – l’argomentazione che sembrerebbe aver dato l’Avvocatura dello Stato, che vede i compensi delle star non gravare sul canone in quanto coperti dalla raccolta pubblicitaria, è totalmente inconsistente, e, in ogni caso, non giuridicamente rilevante. “L’unica cosa ad avere rilievo giuridico, infatti -s ottolinea – è la norma in vigore – e quindi la legge n. 189 del 2016 – e non la fonte di finanziamento della Società. Ad ogni modo, ritenere di dover applicare una legge di dieci anni fa, superata e tacitamente abrogata da disposizioni successive, è una vera e propria forzatura, Se il governo è davvero intenzionato a sostenere un’eccezione per i compensi delle star – conclude – si assuma le sue responsabilità, senza trucchetti e pasticci vari, con l’approvazione di una nuova legge in materia”.