Cina, telecamere nei bagni pubblici: il grande fratello viola anche l’intimità

A questo non si era arrivati neppure nelle infinite edizioni dei vari Grandi Fratelli prodotti in mezzo mondo: ma, si sa, in materia di controllo e violazione della privacy di regime la Cina non ha eguali. E neppure imitatori possibili.

Cina, telecamere nei bagni pubblici

E così lo spionaggio eletto a sistema finisce per invadere anche la toilette, fino a poco fa ultimo baluardo della privacy possibile nel gigante asiatico. E invece no: da un paio di giorni Pechino ha stabilito che non sarà più possibile avere segreti neppure nell’intimità del bagno. Per quanto riguarda Pechino, al momento almeno, le autorità cinesi hanno stabilito che per porre un freno ai numerosi furti di carta igienica e portarotoli nei bagni pubblici, saranno installate telecamere con vista sul water. E così, in barba al rispetto fin qui osservato almeno in momenti particolarmente privati _ e di sicuro non in nome del rispetto ecologico del consumo della carta – Pechino ha predisposto occhi elettronici ovunque ci sia una tazza: in tal modo infatti, in caso di furto o di qualunque illecito possibile in un bagno pubblico, il riconoscimento facciale ottenuto con le registrazione delle videocamere potrà incastrare non solo il ladruncolo di turno, ma anche chi, assai poco “democraticamente” – dovesse utilizzare più dei 60 cm che è previsto si possano strappare, e che saranno forniti solo se – come riportato in un esaustivo servizio dell’Agi – “chi ha una urgenza fisiologica si piazza davanti a una telecamera ad alta definizione e vi resta per almeno tre secondi, dopo aver tolto eventuali occhiali e cappelli”.

Un rimedio contro i furti o solo bisogno di controllo?

Non solo: come riportato sempre dall’agenzia appena citata, “per coloro che si presentano un po’ troppo spesso la fornitura ad hoc avviene ogni nove minuti: ecco così definita anche una scansione temporale delle urgenze, che per alcuni oltrepassa la capacità di resistenza poiché il sistema ha cominciato già a manifestare alcuni malfunzionamenti costringendo gli utenti ad attendere un po’ troppo prima che l’agognata striscia di carta arrivi”. Incredibile ma vero; viene da chiedersi, allora: ma davvero nella patria del progresso tecnologico non sono riusciti ad inventarsi niente di meglio per eludere il furto di carta igienica? O forse anche questo è un modo di controllare e monitorare tutti, anche laddove non si potrebbe?