Caso Abu Omar, grazia di Mattarella all’ex agente Cia: non finirà in cella

Ogni volta che si dipana un ulteriore nodo dell’intricata matassa internazionale creatasi col caso Abu Omar, la vicenda risulta sempre più complessa e articolata. Comunque, almeno per quanto riguarda una delle protagoniste, si è arrivati a un termine netto e chiaro: nelle ultime ore, infatti, il Capo dello Stato Sergio Mattarella ha concesso la grazia parziale a Sabrina De Sousa, cittadina statunitense ed ex agente della Cia, condannata in via definitiva per il sequestro del 2003 dell’ex imam Abu Omar, ed estradata dal Portogallo, dove è stata fermata nell’ottobre 2015. Avrebbe dovuto scontare quattro anni: riducendosi a tre, l’ordine di esecuzione della pena è stato sospeso. E gli Stati Uniti ringraziano.

La grazia di Mattarella alla De Sousa

La richiesta di grazia al capo dello Stato, del resto, era stata depositata da tempo. L’avvocato Dario Bolognesi del foro di Ferrara l’aveva sollecitata a più riprese, rinnovandola anche ultimamente recandosi al Ministero di giustizia e ribadendo la necessità di «insistere in ordine ad una decisione rapida». Così, come riporta il sito dell’Ansa in un ampio servizio dedicato alla spy story internazionale e alle sue derivazioni giudiziarie, «dopo la firma della grazia parziale per Sabrina De Sousa da parte del presidente della Repubblica, il procuratore generale di Milano, Antonio Lamanna, ha revocato l’ordine di esecuzione di pena emesso nei confronti dell’ex agente della Cia il 24 settembre 2012. Il Pg ha anche richiesto all’autorità di polizia l’immediata restituzione dell’ordine di esecuzione della pena “in quanto non più eseguibile”». Dunque  la De Sousa è libera, come confermato anche dalle parole del legale dell’ex agente della Cia, Bolognesi che,  apprendiamo dalle colonne de La Stampa di Torino, ha commentato la notizia spiegando che alla sua assistita «è stata concessa la grazia con riduzione di pena e dunque non potrà essere tradotta in Italia», e concludendo: «Sono soddisfatto di questo provvedimento che riporta la situazione ad un equilibrio tra i vari imputati di questa vicenda assurda che rischiava di portare in carcere la De Sousa».