Carlos “lo sciacallo” di nuovo alla sbarra a Parigi: rischia il terzo ergastolo

L’ultima accusa a carico di Carlos “lo sciacallo” è di un attentato compiuto nel settembre 1974 con una bomba a mano nel Quartiere Latino della capitale francese. Nell’attacco morirono due persone e altre 34 rimasero ferite. Ma è solo uno dei tanti episodi che segnano una lunga scia di sangue che contraddistingue  la carriera criminale di Ilich Ramirez Sanchez, uno dei terroristi più temuti e ricercati dalle polizie di mezzo mondo negli anni ’70 e ’80. Carlos “lo sciacallo”, oggi 67enne, sta già scontando due ergastoli per una serie di omicidi ed attentati compiuti in nome della causa palestinese e del comunismo. Oggi dovrà comparire davanti a un tribunale parigino per risponderete. Ramirez, riporta la Bbc, si è dichiarato innocente e il suo avvocato, Isabelle Coutant-Peyre, ha definito il processo una perdita di tempo e di denaro a così tanti anni di distanza dagli eventi. Di diverso avviso uno dei legali che rappresentano le famiglie delle vittime, Georges Holleaux. «Le loro ferite non sono ancora guarite», ha affermato. Carlos venne soprannominato “lo sciacallo” dalla stampa dell’epoca, che prese spunto dal personaggio creato dal romanziere Frederick Forsyth, “il giorno dello Sciacallo”, poi tradotto in immagini in un celebre film. Nato in Venezuela, all’età di 24 anni Carlos si unì al Fronte popolare per la liberazione della Palestina (Fplp), dove ricevette il suo addestramento militare.

Il rivoluzionario Carlos che ha seminato morti e feriti

Pochi anni dopo, compì il suo primo attentato, contro Joseph Edward Sieff, l’allora presidente della catena di grandi magazzini britannica Marks and Spencers. Sieff, esponente di spicco della comunità ebraica londinese, riuscì a sopravvivere ad una ferita di arma da fuoco alla testa. Da allora, Carlos, autoproclamatosi “rivoluzionario di professione”, è stato riconosciuto colpevole di quattro attentati dinamitardi a Parigi e Marsiglia nel 1982 e 1983, nel quale morirono 11 persone e altre 150 rimasero ferite. Venne arrestato nel 1994 a Khartoum, in Sudan, in un’operazione delle forze speciali francesi. La prima condanna da un tribunale francese giunse 20 anni fa, seguita da altre condanne nel 2011 e 2013. Se riconosciuto colpevole di omicidio anche in questo nuovo processo, Ramirez rischia il terzo ergastolo.