Bufera sul bando Ue: “Consegnerà l’informazione italiana all’estero”

L’informazione italiana? Per colpa della Ue rischia di finire nelle mani dei grandi gruppi tedeschi e francesi. Con tanti saluti alle nostre agenzie di stampa. «Purtroppo – denuncia Paolo Capone, segretario generale Ugl – siamo di fronte a un ennesimo attacco da parte del governo al sistema lavoro italiano. Il bando di gara europeo va a minare seriamente l’occupazione degli oltre 2000 giornalisti e 800 poligrafi, che dipendono dai finanziamenti statali e che quindi rischierebbero il proprio posto di lavoro».

Informazione e agenzie di stampa: la denuncia dell’Ugl

«Stiamo parlando – prosegue il responsabile Ugl – delle più grandi agenzie che rappresentano il pilastro dell’informazione in Italia. Mi stupisco che il sindacato dei giornalisti Fnsi abbia assunto una posizione pallida, neutra, e non di netto contrasto nei confronti di questa iniziativa». Un esempio? Iin una gara europea avrebbe gioco facile un colosso come France Presse forte di un contributo governativo di 245 milioni (dodici volte in più dell’Ansa).

L’imbroglio del bando europeo sull’informazione

Il bando di gara europeo è una vera e propria spada di Damocle sull’informazione italiana.  «Credo che francamente l’Italia vada protetta: non possiamo consentire sempre e comunque a tutti di fare shopping nel nostro Paese con i soldi degli italiani». Così il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, ha risposto ai cronisti a margine di un’iniziativa a Genova intervenendo sul tema del bando di gara europeo per i contratti di servizio di Palazzo Chigi con le agenzie di stampa nazionali.

Toti: “Sull’informazione è concorrenza sleale”

«Potremmo fare una gara Consip, mi sembra il posto più appropriato dove fare quella gara…», ha ironizzato il presidente. «La direttiva Bolkenstein – ha poi ripreso Toti – recepita senza nessuna modifica in funzione alle specificità del nostro Paese, poi la Telecom, poi Mediaset, poi le agenzie di stampa. Francamente credo che dovremmo fermarci e riflettere su come il sistema Paese si tiene insieme e si difende anche dagli attacchi altrui. Ben venga la concorrenza, ma non può essere una concorrenza dove gli italiani e le aziende italiane, specialmente quelle strategiche dell’informazione sono sempre le prime a rimetterci».

Agenzie di stampa e informazione: la fine è nota

In altre nazioni europei, (Francia e Germania su tutte) le agenzie di stampa nazionali ricevono centinaia di milioni di contributi dai loro governi, governi che alzano le barriere a quelle di altri Paesi, incluse le nostre, senza alcun diritto di reciprocità. Per parafrasare un vecchio detto sulla stampa, è l’Unione europea, bellezza.