Buche e dossi, una signora cade in un tombino: il Codacons denuncia il Comune

Ciclisti che finiscono nelle buche. Motociclisti sbalzati dalla sella per i dossi creati dalla radici degli alberi e strade diventate delle vere e proprie trappole mortali: Roma potrebbe vantare un primato in matieria di abbandono al degrado in cui versano i tre quarti del manto stradale. E allora, se non proprio un record, una leadership in materia se l’è conquistata già: ed è quella della prima causa risarcitoria contro il X Municipio e il Comune di Roma per «danni da tombino» che il Codacons si appresta a presentare.

Codacons, la causa risarcitoria per “danni da tombino”

A renderlo noto è l’associazione dei consumatori che ha raccolto la denuncia di una anziana signora di 78 anni caduta a terra ad Acilia inciampando su un tombino divelto, subendo per fortuna solo lividi e contusioni e, miracolosamente evitando una frattura. «L’episodio è avvenuto nei giorni scorsi, quando la donna camminava in Via Simeone Volonteri e veniva a contatto con un tombino dissestato ubicato lungo la strada – spiega il vicepresidente Codacons, Giovanni Pignoloni –. L’impatto ha provocato la rovinosa caduta a terra della signora, con escoriazioni, lividi e contusioni su braccia e gambe. Conseguenze leggere che non hanno reso necessario il ricorso alle cure mediche, ma l’incidente avrebbe potuto provocare danni maggiori, come fratture e traumi». Fratture e traumi in cui sono incappati negli ultimi anni tanti, tantissimi romani, costretti a compiere – a piedi o alla guida di un mezzo qualunque fa ormai poca differenza – un vero e proprio percorso a ostacoli disseminato per la capitale. Una gimcana chesempre più spesso viene interrotto da piccoli o  meno piccoli incidenti. Uan realtà rispetto alla quale l’amministrazione capitolina continua a dimostrarsi sorda e insensibile, nonostante i richiami ufficiali e quelli rilanciati dai casi di cronaca cittadina. L’ultimo sconcertante episodio, per esempio, risale ad appena un mese fa.

Incidenti per buche, dossi e asfalto sconnesso: i precedenti

Era il 27 febbraio, infatti, quando un ciclista spofondava con metà della bici a cui era in sella dentro una voragine che si stagliava in mezzo a via Gioberti, nella zona della Stazione Termini di Roma. La foto prontamente divulgata sul web era più eloquente, con le ruote infilatesi e incastrate nella buca, a malapena coperta da un pannello d’acciaio che avrebbe dovutocoprire uno scavo nell’asfalto realizzato per dei lavori a delle condutture. A differenza della signora residente nel X Municipio, però, l’uomo finito nella buca poco visibile, praticamente una trappola in mezzo alla strada, si è fatto male: catapultato a faccia in giù sull’asfalto, ha oltretutto anche rischiato di essere travolto dalle auto e dagli scooter che in quel momento passavano di lì. Ma in tutto questo il Campidoglio che fa? Nulla, o quasi: nel caso dell’asfalto sconnesso sulla Cristoforo Colombo, per esempio, si è semplicemente pensato di abbassare il limite di velocità, visto che npon avendo il Comune i fondi necessari per rifare la strada, l’unica soluzione a basso costo individuata è stata quella di far scorrere, su un’arteria di quell’importanza, il traffico a passo d’uomo. E allora, per tornare ai «danni da tombino», è per tutta questa serie di precedenti e di conseguenze, che il Codacons «sta studiando la fattibilità di una prima causa risarcitoria per “danni da tombino”, da intentare contro X Municipio e Comune di Roma, anche in considerazione del fatto che da mesi i residenti di Acilia denunciano lo stato disastroso di strade e marciapiedi della zona, senza ottenere alcun intervento da parte dell’amministrazione».