Brexit, Londra alza i toni contro Bruxelles: “Non pagheremo nulla”

Il braccio di ferro fra Bruxelles e Londra si sta facendo sempre più teso. Tanto che pure un volto moderato del governo conservatore di Theresa May, il cancelliere allo Scacchiere, Philip Hammond, (che da ministro degli Esteri ai tempi di Cameron si battè per il «Remain»), ieri ha alzato i toni con Bruxelles, si legge su “La Stampa“.

Brexit, volano parole grosse contro la UE

Ha scelto il talk show domenicale di Andrew Marr sulla Bbc per avvertire i partner europei che il Regno Unito non si farà mettere in un angolo e che il suo Paese, se ferito, contrattaccherà e non «si accascerà come un animale ferito». Hammond si riferisce all’eventualità di un’assenza di accordo fra Londra e Bruxelles su forme di accordi commerciali. «Faremo – ha detto Hammond – qualunque cosa necessaria per essere competiti vi» dovesse il Regno Unito salutare la Uè senza un’intesa sulla partecipazione al mercato unico.

Londra vuole abbassare le tasse e attrarre investimenti

Più nel dettaglio significa che Londra potrebbe tagliare drasticamente le tasse per attrarre investimenti esteri e costruire o rafforzare alleanze fuori dalla Ue. L’idea che propugna Hammond è quella di un Regno Unito autosufficiente, a Brexit attuata, in grado di proiettarsi sulla scena globale. Il deputato conservatore John Redwood, falco anti-Ue, si spinge oltre: «Se la Ue vuole imporci tariffe sarà lei stessa a pagare, noi faremo commerci sotto le regole della Wto». Hammond ha sempre predicato realismo e cautela, la Brexit non sarà una passeggiata va ripetendo da mesi, scontrandosi con l’ala dura del partito e del governo. La sua prudenza la si può leggere intanto nei ritagli della sua prima finanziaria che presenterà mercoledì e che segna un timido ritorno a forme di austerità. Il cancelliere dello Scacchiere prevede di mettere da parte 60 miliardi per evitare turbolenze economiche e finanziarie quando il Regno Unito sarà definitiva mente fuori dalla Ue.