Se il Bradipo Gentiloni si trasforma in leone e ruggisce a Bruxelles

Sembrerebbe che il Bradipo Gentiloni si sia mutato in leone. Ecco una favola tutta italiana. Favola di uno nominato premier per mancanza di indizi che, avendogli il caso assegnato un altro annetto di vita, si mostra oggi fiero e persino condottiero. Perchè, lo si vedeva chiaramente che era un Bradipo, Gentiloni: lento, concavo, astuto e sempre con quell’aria un po’ assonnata. Era. Perchè da qualche giorno tutto sembra mutato, tutto sembra ringalluzzito. Un leone, addirittura.  Forse perchè Bradipo Gentiloni ha saputo che la morte prematura del suo governo, annunziatagli da Matteo Renzi sin dalla consegna della campanella a Palazzo Chigi, è stata procastinata nel tempo. Con la benedizione di Mattarella e con tutti i guai che al Matteo di Rignano sono capitati tra padre e collo è, infatti, ormai certo il governo Gentiloni durerà sino alla naturale scadenza. E signori miei, un anno da premier non sono mica quisquilie. È roba da andar fieri coi nipoti. Ed è per via di questo favore astrale che Bradipo Gentiloni indossa ora la criniera e si trasforma in leone. “Sfido chiunque a indicare un altro governo, un altro Parlamento, impegnato come noi in un complesso di riforme” ha tuonato il Gentiloni leone, nelle comunicazioni al Senato in vista del Consiglio europeo.”Non siamo i primi della classe, ma non accettiamo lezioni…” ha ruggito. Manifestando quella che sembrerebbe una vera mutazione genetica. T’aspetti il Bradipo e ti ritrovi il leone. Chissà che facce sorprese a Bruxelles. Gli italiani -giura Gentiloni- stanno a fare le riforme. E seppure la crescita è “ancora lenta” le cose stanno migliorando. Gli eurocrati sono avvisati. Almeno sino a quando il premier riuscirà a mantenere la criniera in testa. Perché presto tornerà Bradipo.