Berlusconi riparte dal think tank liberale con Marzano e Martino

Silvio Berlusconi sta lavorando al cosiddetto “rinnovamento azzurro”. E di questa nuova fase non farà parte solo il programma, l’Albero della Libertà, ma anche la Consulta del pensiero liberale. Da una parte il manifesto politico della nuova Forza Italia con tanto di programma articolato in sei ‘rami’ (meno tasse; meno Stato; meno Europa; più aiuto a chi ha bisogno: più sicurezza per tutti; più garanzie per ciascuno), da presentare alle forze politiche che vorranno ricostruire il centrodestra, dall’altra un pensatoio che dovrà elaborare idee e progetti da lanciare nella prossima campagna elettorale. 

Il think thank sarà affiancato da un apposito ‘Centro studi del pensiero liberale’ promosso da Francesco Ferri in collaborazione con l’Università delle libertà, e dovrebbe essere formato da esperti, giuristi come l’ex pm Carlo Nordio, economisti, tra cui gli ex ministri Antonio Marzano e Antonio Martino, docenti universitari. Per Berlusconi non è una novità, già nel lontano 1996 – due anni dopo la discesa in campo – si era affidato ai professori, chiamando attorno a sé personalità come Lucio Colletti, Piero Melograni, Giorgio Rebuffa, Marcello Pera e Saverio Vertone. 

I temi allo studio saranno gli slogan del futuro e riguarderanno innanzitutto il ‘sociale’: dalla questione della povertà, al reddito di cittadinanza, dal problema delle adozioni (sempre più difficili) alla cure per gli anziani e i più deboli. Il Centro studi, nelle intenzioni dell’ex premier, sarebbe il supporto ideologico del nuovo programma forzista che prenderà la forma dell’Albero della libertà. Nelle ultime settimane il Cav, raccontano, parla di queste sue idee a ogni occasione. L’obiettivo è coinvolgere sempre meno politici, ma soprattutto la società civile, oltre a esponenti del mondo dell’impresa e del lavoro, allargando il più possibile la coalizione di centrodestra, in vista delle prossime politiche.