Berlusconi: resto garantista, la politica non si fa con gli avvisi di garanzia

In una lunga intervista al direttore  Gianmarco Chiocci sul quotidiano Il Tempo Silvio Berlusconi parla della vicenda giudiziaria che sta coinvolgendo il padre di Matteo Renzi e si professa in ogni caso “garantista” perché gli avversari politici non si combattono a colpi di avvisi di garanzia. 

«Non augurerò mai – osserva Berlusconi – ad un avversario politico di essere vittima del sistema di persecuzione giudiziaria del quale sono stato vittima io. Tra l’altro Renzi non è neppure indagato. Battere Renzi è un compito che tocca a noi, proponendo soluzioni migliori delle sue e dimostrando agli italiani che siamo più adatti del Pd a governare il Paese. La magistratura faccia le indagini che ritiene di compiere, ma la politica non c’ entra nulla con questo. E poi la presunzione di innocenza vale per tutti, anche per le persone vicine a Renzi». Berlusconi inoltre sottolinea che Forza Italia non voterà la mozione di sfiducia al ministro Lotti: “Sono e rimango un garantista anche quando le vicende riguardano un avversario politico. Il principio della presunzione di innocenza per me vale nei confronti di chiunque. Lo ripeto ancora una volta, non condivido l’utilizzo della giustizia come strumento di lotta politica”. 

Berlusconi afferma inoltre, riguardo alle future alleanze, che l’asse con Lega e Fratelli d’Italia è necessario. Commenta il flop di Virginia Raggi a Roma non senza annotare tuttavia che anche lei è vittima di un accanimento giudiziario e rassicura i tifosi del Milan: “Non preoccupatevi, i cinesi sono seri”.