Arezzo, i vicini di casa si affrontano a colpi di pistola: ferito un marocchino

Una lite tra vicini finita a coltellate, con piccole incomprensioni iniziali sfociate in violenza, come nel celebre film di John Belushi. E un arresto finale, per tentato omicidio e detenzione abusiva di arma da sparo: si tratta di un cittadino italiano di 31 anni, finito in manette dopo un colpo di pistola sparato contro un vicino di casa, un cittadino marocchino, che è rimasto ferito alla gola ma non è in pericolo di vita. Sono ancora ignoti i motivi del gesto. Il fermo dell’uomo, nato a Palermo e residente nel Valdarno aretino, è avvenuto stamani alle 5 da parte dei carabinieri. Il fatto è accaduto ieri sera verso le 22 a Castelfranco di Sopra. Armato di una pistola calibro 7.65, insieme con un’altra persona in corso di identificazione, il 31enne ha suonato al campanello dell’abitazione di un vicino di casa, un cittadino marocchino 52enne, badante di professione, urlando che avrebbe ucciso tutti i presenti nel palazzo, ad iniziare dalla sua famiglia.

Misteriosi i motivi della lite tra vicini

Durante una breve colluttazione, il genero del marocchino, in casa con la moglie e la famiglia del suocero, un 44enne muratore, anch’egli nato in Marocco, ha tentato di disarmare il 31enne, che per tutta risposta ha esploso un colpo di pistola che ha colpito di striscio il muratore alla gola. Il colpo di pistola ha provocato lievi lesioni, come accertato dai sanitari dell’ospedale della Gruccia di Montevarchi (Ar). Subito dopo l’esplosione del colpo di pistola il 31enne e il suo amico sono scappati ma poco dopo l’uomo che ha sparato è stato rintracciato dai carabinieri a Castelfranco di Sopra e sottoposto a fermo di indiziato di delitto. Nell’abitazione del cittadino marocchino i carabinieri hanno rinvenuto il bossolo della calibro 7.65, che è stato sequestrato. Sono in corso le ricerche dell’uomo che era in compagnia del 31enne e dell’arma utilizzata per ferire il marocchino, della quale si è liberato durante la fuga. Il fermato, dopo le formalità di rito è stato portato nel carcere di Arezzo a disposizione dell’autorità giudiziaria. Resta tuttora ignoto il motivo che ha indotto il 31enne a compiere il gesto.