Api e Sos: ecco i supercarabinieri che ci difenderanno dai terroristi islamici

Se ne è cominciato a parlare dopo gli attentati di Parigi e poi quelli di Bruxelles di un anno fa. Laddove la Legione STraniera francese e i paracommando belgi non sono statii n gradi di prevenire, cosa potevano fare gli italiani? Come possono insomma le nostre forze dell’ordine fare fronte a questa nuova minaccia islamica low cost e imprevedibile? I corpi speciali ci sono già, Nocs, Gis e altri,  ma quello che serviva era una forza di intervento rapido, perché il vero problema è la tempestività nell’intervento. Così sia i carabinieri sia la polizia hanno pensato di istituire delle forze agili, rapide, efficienti, che possano giungere in pochissimo tempo sul luogo dell’emergenza. Si tratta di alcune centinaia di uomini, dislocati in tutta italia, in varie caserme. Si chiamano Api, Aliquote primo intervento, e Sos, Squadre operative di supporto. A quanto si apprende, sono presenti più al Nord che al Sud, ossia dove è più presente l’infiltrazione di radicali islamici. Le squadre sono formate generalmente da tre unità più un comandante, e viaggiano sul un Land Rover Discovery, armate con Beretta 92 e fucili d’assalto AR 70/90. Gli uomini indossano tutte da ordine pubblico e hanno spray e giubbotto antiproiettile. Ovviamente questi gruppi vanno ad aggiungersi a quelli che già proteggono il nostro Paese stando sempre in allerta a Livorno, però il problema, come si è detto, era la rapidità nel raggiungere il luogo di crisi. Attualmente vi sono operative 18 squadre Api e 13 Sos, destinate a fornire una prima risposta alla minaccia.