Ancora valanghe, in Savoia è morto un olandese, 2 suoi connazionali dispersi

Non si arresta la furia della natura ad alta quota, complice però, a quanto sembra, dell’imprudenza umana: e così, ancora una volta, a distanza di pochi giorni dall’ultima slavina registrata appena sei giorni fa in Val d’Aosta, siamo costretti a dare conto di un’ennesima replica drammatica: stavolta in Savoia.

Valanga in Savoia: morto un olandese

E allora, uno snowboarder olandese è morto e altri due connazionali risultano ancora dispersi dopo che una valanga li ha travolti nel tardo pomeriggio di ieri (martedì 7 marzo ndr) nel comprensorio sciistico di Valfrejus, nella Savoia. A riferire della tragica vicenda non ancora conclusa, purtroppo, è stata la gendarmeria locale, che ha anche aggiunto che il corpo dello sciatorw vittima della slavina è stato trovato e recuperato nella notte prima che le operazioni, venissero sospese, intorno alla mezzanotte, per mancanza di visibilità. Ricerche che sono state riprese questa mattina allo scopo di trovare gli
altri due sciatori olandesi ancora dispersi. Nessuno dei tre uomini, di età compresa tra i 20 e i 25 anni, indossava l’Arva, l’apparecchio di ricerca in valanga. Secondo la polizia, i tre giovani olandesi hanno lasciato le piste contrassegnate della località savoiarda, per avventurarsi nel Couloir du Seuil, un percorso freeride reputato pericolosa per le valanghe. E pensare che solo ieri mattina, una valanga sulla zona sciistica di Tignes, sempre in Savoia, ha attraversato una delle località della pista alpina, per fortuna senza causare vittime; un tragico presagio di quello che sarebbe potuto accadere – ed è accaduto – poco dopo a breve distanza…