Anche il vescovo al corteo antifascista nella Tuscia contro CasaPound

Un pestaggio dalla dinamica tutta da chiarire, una bomba davanti la sezione di CasaPound: questi gli ingredienti esplosivi per le manifestazioni in corso nel Viterbese organizzate dai comuni di Vignanello, Canepina e Vallerano e dai soliti antifascisti contro il centro sociale CasaPound, come sempre sotto accusa. Ma CasaPound non intende esser emessa sul banco degli accusati e pretende almeno un giudizio equanime su quanto accaduto: “Come promesso, CasaPound sarà a Vallerano insieme a Simone Di Stefano per manifestare contro la violenza politica. Non più, però, alla manifestazione indetta dai sindaci, che si è rivelata essere un evento di partito e a favore di quella violenza stessa condannata a parole, bensì in un’altra piazza del paese”. Lo ha comunicato Alessandro Mereu, responsabile provinciale di CasaPound Viterbo. Il cambio di programma, spiega l’esponente di Cpi, “è motivato esclusivamente dalla volontà di non creare ulteriori disagi a una cittadinanza che già dovrà subire una manifestazione faziosa e intollerante. Noi, dal canto nostro, saremo in piazza per spiegare le nostre ragioni, per respingere le accuse che ci vengono mosse e per manifestare davvero contro quella violenza politica che è all’origine dell’ordigno piazzato davanti alla nostra sede di Vallerano. Un gesto che gli esponenti dell’altra piazza non si sono sognati di condannare, dimostrando in questo modo di giustificarlo e di rendere patetico qualsiasi appello pacifista provenga da parte loro”. Da parte sua il vice presidente di Cpi Di Stefano ha detto: “‘Noi siamo da sempre  contro la violenza politica, ancor più quando essa è coperta e addirittura giustificata da media e istituzioni. Abbiamo del resto tutti i titoli per intervenire su questo argomento, essendo bersagli di una sistematica campagna di violenza che ha visto, solo per rimanere in questi primi due mesi del 2017, due bombe piazzate nelle nostre sedi di Firenze e Vallerano, più un attentato sventato nella nostra sede di Grosseto”.

Anche il vescovo alla manifestazione antifascista

«Contro ogni forma di violenza, senza alcuna distinzione politica e senza faziosità». È con questo spirito – informa il quotidiano Viterbo news24 – che il sindaco di Vasanello, Antonio Porri, a capo di una lista civica, ha deciso di partecipare alla manifestazione indetta dai sindaci di Canepina, Vallerano e Vignanello. ”Il pestaggio di un ragazzo di Vignanello come pure la bomba esplosa all’ingresso della sezione di CasaPound di Vallerano sono il sintomo di un malessere che deve essere debellato, sono il principio di un fallimento del tessuto sociale e politico dei nostri territori”, spiega il primo cittadino del centro della Tuscia. “Se non si deve ridurre il pestaggio di un ragazzo a una semplice scazzottata, con lo stesso metro di giudizio non si può ignorare che a Vallerano sia scoppiata una bomba in piena notte e in pieno centro abitato. Trascurando questi episodi sintomatici, si rischia di tornare agli anni ’70, e, francamente non ne sentiamo la necessità. È nostro dovere adoperarci, istituzioni e cittadini, politica o stampa, a rispettare e far rispettare la nostra Carta Costituzionale ed i suoi dodici Principi Fondamentali. Solo così i nostri territori continueranno a vivere nella serenità e nel progresso collettivo ed individuale”, ha detto il sindaco a Viterbo news 24. Al corteo antifascista c’erano, oltre ai sindaci, due deputati del Pd, esponenti dell’Anpi e persino il vescovo di Civita Castellana. Imponente lo schieramento delle forze dell’ordine.