Altro che Juve-Milan: in Messico arbitri picchiati e campionato sospeso

Chi s’è convinto che in Italia il calcio ormai abbia raggiunto un livello di esasperazione insostenibile, al punto da renderlo meno divertente e spesso inguardabile, non sa cosa accade in questi giorni in Messico, dove il campionato nazionale è stato sospeso per violenze contro gli arbitri. Altro che Juventus-Milan dell’altra sera: in quel match, finito con un rigore dubbio a favore dei bianconeri a tempo scaduto, s’è scatenata la gazzarra contro l’arbitro Massa, che aveva assegnato il penalty. Acqua fresca, rispetto a quanto accade abitualmente in Messico.

Violenze sugli arbitri, il Messico adotta la linea dura

La Federcalcio messicana ha deciso con un provvedimento d’urgenza di sospendere il campionato in questo weekend a seguito dello sciopero degli arbitri. Le ex  giacchette nere lamentano le lievi sanzioni inflitte a due calciatori rei di aver aggredito gli arbitri in due partite. I due calciatori, Pablo Aguilar (América) e Henrique Triverio (Toluca) sono stati fermati rispettivamente per 10 e 8 giornate per una testata e una gomitata all’arbitro. L’associazione messicana degli arbitri  aveva chiesto una squalifica di un anno per entrambi i giocatori.

Juve-Milan e la lunga scìa di polemiche

Dopo il match di venerdì sera, finito 2 a 1 per i bianconeri, la tensione era così alta che addirittura alcuni giocatori del Milano avrebbero danneggiato gli spogliatoi dello Juventus Stadium sfogando la loro rabbia per la sconfitta in extremis su rigore: i giocatori avrebbero danneggiato arredi e insegne bianconere. Nella conferenza stampa di fine partita il tecnico del Milan Montella si era scusato «a nome della squadra per la veemenza e l’agitazione a fine partita» dei suoi giocatori, dando una grande dimostrazione di fair-play.