Alberto Pica – Roma

Alberto Pica
Via della Seggiola, 12 – 00186 Roma
06/6868405
Sito Internet: no

Tipologia: gelateria
Prezzi: coni e coppette 2/5€, gelato 21€/kg, panna 15€/kg
Giorno di chiusura: mai

OFFERTA
Questa gelateria vecchio stile è stata riconosciuta da molti fra i luoghi storici del gelato a Roma, fino a non molto tempo fa: il patron Alberto Pica, venuto purtroppo a mancare nel 2015, ha fatto spesso parlare di sé riscuotendo negli anni passati grandi successi e ottenendo anche diversi premi per il proprio gelato, in particolare per il gusto al riso. A nostro avviso, però, si sente purtroppo l’assenza di polso di chi ha decretato, al tempo, il successo di questa gelateria, divenuta oramai più un’attrazione turistica che non un reale riferimento significativo per i veri amanti del gelato. Il bar si sviluppa in lunghezza e vede il grande bancone dei gelati subito all’entrata, seguito da quello per il servizio caffetteria. Tra i moltissimi gusti, alcuni dei quali indubbiamente originali, abbiamo scelto i più insoliti, senza però trarne grandi soddisfazioni: la rosa ci è risultata eccessivamente dolce ma molto ricca all’olfatto, il riso allo zafferano presentava dei chicchi troppo duri, per quanto effettivamente desse l’impressione di mangiare un risotto, e la manna era comprensibilmente dolce, dal momento che si tratta della resina dell’albero della manna (sì, proprio quello da cui deriva il detto “manna dal cielo”). Anche la panna era eccessivamente dolce e gonfia d’aria, anche perché prodotta con il macchinario anziché essere montata con la planetaria.

AMBIENTE
Bar, gelateria e latteria ferma nel tempo, qui è possibile fare un tuffo nella memoria: manca solo la tendina di cordoni morbidi all’ingresso, ma per il resto c’è ancora tutto e sembra di tornare indietro di trent’anni, con il plus dell’affaccio su un delizioso scorcio del centro.

SERVIZIO
Cordiale ma senza troppa voglia di fare.

ADATTO A:
Chi desidera una sosta più per il contesto un po’ demodè, ma di sicuro effetto, che non per il gelato.

               Recensione a cura di: Il Saporaio – La Pecora Nera Editore –