60 anni fa la consegna delle case agli esuli italiani: cerimonia a Bari con Menia

Domenica 19 marzo alle ore 12,00, presso il Villaggio Trieste di Bari, sarà scoperta una lapide commemorativa in occasione del 60° anniversario della consegna delle case ai profughi della II guerra mondiale provenienti dall’Istria, da Fiume, dalla Dalmazia, dai Balcani, dalla Romania, dalla Grecia, dalle Isole dell’Egeo, dall’Africa e dagli Abruzzi. La manifestazione, promossa da Paolo Scagliarini, sarà preceduta da una Santa Messa officiata dall’Arcivescovo della Diocesi Bari-Bitonto, Mons. Francesco Cacucci e vedrà la partecipazione del Segretario Generale del Ctim, Roberto Menia, “padre” della legge sul 10 febbraio.
«Sono onorato di portare nel capoluogo pugliese la mia testimonianza – osserva Menia – perché consapevole che lo status di profugo è stato come una cicatrice che fiumani, istriani e dalmati hanno per anni portato impressa sul proprio corpo. Ma se da un lato c’è stata e c’è ancora oggi sofferenza per peripezie e vicissitudini dolorose del passato, dall’altro c’è stato orgoglio profondo per l’appartenenza ad una terra che non potrà mai cambiare nome o titolo. Quelle ferite dettate da curvoni della storia e decisioni spesso incomprensibili non hanno impedito la formazione di comunità che, come nel caso di Villaggio Trieste a Bari, hanno avuto una esistenza dignitosa e alta. E che oggi – conclude Menia – devono rappresentare un vessillo per chi è chiamato a non far spegnere quel prezioso ricordo»