Ancora poliziotti aggrediti in carcere. La polizia non ne può più: ora basta

Ancora poliziotti penitenziari aggrediti negli istituti carcerari. Nell’ultima settimana sono stati otto i poliziotti aggrediti nel carcere di Reggio Emilia. L’ultimo caso risale a venerdì  mattina: un poliziotto ha riportato ferite giudicate guaribili in diciotto giorni e dovrà portare un tutore al braccio. L’altro poliziotto ha avuto una prognosi di cinque giorni. A denunciare l’ennesima aggressione sono stati Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del Sindacato autonomo della polizia penitenziaria (Sappe) e Francesco Campobasso, segretario nazionale. I due esponenti del sindacato hanno lamentato una situazione drammatica che «sembra ormai essere sfuggita di mano a causa della mancanza di autorevolezza dei vertici della struttura. Manca un terminale nella linea di comando che sia capace di far rispettare quanto previsto da leggi, regolamenti e disposizioni varie». «Siamo sempre in attesa – hanno concluso Durante e Campobasso – che i vertici del Dipartimento assumano iniziative concrete, volte a porre fine a una progressiva deriva della gestione del carcere della Pulce».

Poliziotti aggrediti, gli ultimi casi

Qualche giorno fa un altro poliziotto è stato selvaggiamente aggredito nel carcere di Rebibbia a Roma.  L’agente è stato preso a  calci e pugni. A metà febbraio un altro agente era stato picchiato sempre nella stessa struttura. Il poliziotto penitenziario era stato aggredito da un detenuto tossicodipendente e solo grazie all’intervento di altri poliziotti penitenziari in servizio si era evitato il peggio.