Visite fiscali: Boeri propone 7 ore di reperibilità per tutti. L’ira dei sindacati

La trattativa è appena iniziata ma già è a un punto morto. Oggi è arrivata la proposta del presidente dell’Inps, Tito Boeri sul progetto del ministro Madia, ma anche lo stop della Cgil. «Le fasce di reperibilità per malattia saranno armonizzate ed estese: almeno 7 ore per tutti i lavoratori, pubblici e privati», è il suo progetti, espresso nel corso di un convegno alla Camera. `L’armonizzazione e l’estensione servono a svolgere i controlli in modo efficiente, a ridurre le spese e a gestire al meglio i nostri medici», ha spiegato Boeri. Una proposta che non dispiace a Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia, che però ironizza: «Visite fiscali? Stesse regole pubblico/privato. Inps arriva tardi, meglio che mai. Con me in Pa reperibilità di 7 ore (9-13/15-18)», scrive su Twitter.

Visite fiscali, la reazione dura dei sindacati

«La proposta del Presidente dell’Inps di portare a sette le ore di reperibilità dei lavoratori privati per equipararle a quelle dei pubblici è inaccettabile», attacca Franco Martini, segretario confederale della Cgil. «Anche oggi – sottolinea Martini – dobbiamo registrare l’ennesima esternazione del Presidente dell’Inps su argomenti che in realtà competono al legislatore e se è consentito alle parti sociali. Questa volta ha avanzato la richiesta di modificare le norme che regolano le fasce orarie di reperibilità in caso di malattia dei lavoratori privati. A suo dire – spiega il segretario confederale della Cgil – siccome per i dipendenti pubblici le ore di reperibilità sono sette, mentre per i dipendenti privati sono quattro (dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19 tutti i giorni compresi la domenica e i festivi) sarebbe opportuno portarle tutte a sette peggiorando così la situazione dei lavoratori privati. Secondo Boeri – continua – sarebbe questa la strada da percorrere in vista del passaggio di competenze dalle Asl all’Inps in materia di controlli per i dipendenti pubblici per ‘ridurre le spese e svolgere i controlli in modo efficiente’. Quindi tutti verso il peggio per risanare i conti: semplicemente inaccettabile».

Dello stesso avviso anche la Cisl: «Estendere ai lavoratori privati le fasce orarie di reperibilità previste per i lavoratori pubblici sarebbe una forzatura e creerebbe solo confusione. La strada è quella di uniformare le fasce di reperibilità tra pubblico e privato e non viceversa», dice il segretario confederale Cisl, Maurizio Bernava.