Vasto, parla il papà di Italo D’Elisa: «Fabio ha ammazzato un uomo morto»

«Hai ammazzato un morto. L’odio non porta a niente». In un’intervista a Repubblica parla Angelo D’Elisa, padre del ragazzo ucciso a Vasto. Quella vendetta, consumata per dolore dal marito della donna investita, brucia. Brucia tanto. È dolore che si aggiunge al dolore. «L’unica cosa che dovevano fare, Italo e Fabio, era incontrarsi. Parlarsi, abbracciarsi e piangere insieme», dice Angelo D’Elia. «Magari sarebbero diventati amici, erano due persone buone. Insieme avrebbero cancellato questa maledetta campagna d’odio che seppellirà mio figlio e distruggerà del tutto anche lui: tutti noi, da allora, abbiamo sempre convissuto con il dolore per la morte di Roberta. Ne siamo ancora addolorati, sa? Anche oggi, dopo quello che è successo».

Parla Angelo, il padre di Italo D’Elisa

Dopo quell’incidente «Italo stava male, malissimo. Chiunque di noi se si trovasse in una situazione così tragica come starebbe? È un inferno. Aveva paura a uscire di casa. Si era chiuso in se stesso, poi un giorno mi ha detto: non ce la faccio più, voglio uscire, ho bisogno di aria. Fidanzate? C’era qualche ragazza che gli girava intorno, ma nessuna fissa. Nessuna che gli stesse accanto e lo aiutasse, e d’altronde in questa situazione aveva altro a cui pensare che l’amore». Il motorino «non ce l’ha, e non aveva più la patente. L’auto non l’ha nemmeno toccata. Era in uno stato di shock pazzesco, non vi rendete conto».

«Quella scena orrenda non si dimentica»

E l’incidente? «La rivedeva tutte le notti, quella donna. Quelle immagini, quella scena orrenda non si dimenticano», racconta ancora Angelo D’Elisa a Repubblica. «Ma io gli dicevo: forza e coraggio, Italo, piano piano passerà. Cercavo di tenergli su il morale. I medici mi dicevano di aiutarlo, rischiava di chiudersi definitivamente in sé».