Uno studio sui rischi online conferma: 2 giovani su 3 sono vittime del web

Ancora una minorenne ripresa in un momento d’intimità e svillaneggiata sul web. Ancora una vittima della violenza digitale, perpetrata da ragazzini perversi e adulti consenzienti a colpi di immagini rubate al privato e date in pasto alle fameliche fauci della Rete. E allora, è vero: sicuramente gli studenti di oggi hanno difficoltà a scrivere correttamente e a riassumere esaustivamente concetti in lingua italiana, ma la grammatica digitale, quella, la conoscono a fondo, anche troppo. Una verità inquetante che, a tratti, li rende veri e propri carnefici digitali e, altre volte invece, li intrappola nelle maglie di Internet, facendoli incappare nelle trappole – più o meno insidiose – che la rete semina per il suo sconfinato e pericoloso territorio virtuale.

Il web, agorà virtuale di insulti e minacce

E così, nella marea di informazioni e approfondimenti che dilaga in questi giorni a ridosso dell’avvio di una importante campagna per la cybersecurity, si viene a sapere che il 51% delle persone ha incontrato dal vivo l’autore di una minaccia online, e che la percentuale sale al 58% quando si tratta di soggetti più giovani. Un dato preoccupante stilato dallo studio Microsoft Digital Civility Index che intercetta attitudini e percezioni di adulti e adolescenti di 14 diversi Paesi e che aumenta l’entità dell’allarme se messo a confronto con i dettami dell’educazione civica digitale e della sicurezza online.

Una ricerca sui principali rischi online

La ricerca ha preso in esame l’esposizione degli intervistati rispetto a 17 rischi online in quattro aree: di comportamento, di reputazione, invadenze sessuali e personali. Ebbene, è risultato che il 65% degli intervistati è stato vittima di almeno uno dei principali rischi online, in particolare di contatti indesiderati (43%) e molestie (41%) e che l’indice percentuale aumenta fino al 78% se si includono anche esperienze di amici e familiari. Sgomento e smarrimento le sensazioni più accreditate, infine, se è vero che il 62% degli intervistati ha dichiarato di non sapere dove trovare aiuto quando si corre un pericolo online. Il che vuole dire che, allora, il 48% dei giovani ha dichiarato di sapere a chi rivolgersi in caso di necessità: e purtroppo sono ancora una minoranza.