Turchia, la denuncia di Amnesty: dopo il fallito golpe arrestati 118 giornalisti

La libertà di espressione in Turchia è peggiorata drasticamente lo scorso anno, soprattutto dopo lo stato
d’emergenza imposto in seguito del tentato golpe di luglio. È quanto scrive Amnesty International nel suo rapporto annuale indicando una serie di eventi che hanno danneggiato la libertà di parola in Turchia. Tra questi la nomina di fiduciari per il gruppo Zaman, la condanna dell’ex direttore di Cumhuriyet Can Dundar e del suo caporedattore ad Ankara Erdem Gul, la chiusura del quotidiano Ozgur Gundem e di altri mezzi di informazione, l’arresto di molti universitari. «La libertà d’espressione è peggiorata drasticamente durante l’anno. Dopo la dichiarazione dello stato di emergenza, 118 giornalisti sono stati arrestati in attesa di giudizio e 184 organi di informazione sono stati chiusi in moto arbitrario e permanente, limitando notevolmente i media dell’opposizione», si legge nel rapporto di 408 pagine sugli abusi dei diritti commessi in 159 Paesi.

Amnesty: in Turchia aumentano anche i casi di tortura 

«Le persone che esprimono dissenso, soprattutto riguardo alla causa curda, vengono minacciati di violenza e indagine
penale. È aumentata la censura su Internet. Almeno 375 ong, comprese quelle per i diritti delle donne, le associazioni di avvocati e le organizzazioni umanitarie, sono state chiuse con decreto esecutivo a novembre», prosegue. Nel rapporto viene anche denunciato un aumento dei casi di torture e maltrattamenti nelle zone dove è stato imposto il coprifuoco dove resta l’impunità per gli abusi commessi dalle forze di sicurezza