Trump non si fa fermare dai giudici: regole più severe per i clandestini

Donald Trump non si ferma: nuove e più severe regole per le espulsioni degli immigrati irregolari negli Stati Uniti. Il Dipartimento per la Sicurezza interna ha reso noti i dettagli dei provvedimenti con i quali saranno implementati gli ordini esecutivi su immigrazione e sicurezza delle frontiere emanati dal presidente Trump. Gli agenti degli uffici immigrazione, i funzionari delle dogane e la polizia di frontiera potranno ora espellere chiunque si sia reso colpevole di reati penali. Sotto l’amministrazione Obama, la priorità era invece assegnata agli immigrati irregolari che si erano macchiati di gravi reati. Le nuove regole, riporta la stampa Usa, colpiscono tra l’altro chiunque sia stato condannato a qualsiasi titolo per frode nei confronti di un’agenzia governativa e coloro che “hanno abusato di qualsiasi programma che comporta l’erogazione di benefici pubblici”. Inoltre, vengono accelerate le procedure di espulsione immediata, assegnando nuovi poteri alla polizia di frontiera e agli agenti dell’immigrazione. Con l’amministrazione Obama, l’espulsione immediata era prevista solamente per gli immigrati senza documenti che venivano fermati in un raggio di 100 miglia dal confine o che si trovavano negli Usa da non più di 14 giorni. Ora, potrà essere espulso chiunque abbia vissuto negli Usa fino a due anni e sia stato fermato in qualsiasi parte del Paese.

Espulsione per i clandestini che commettono reati

I cambiamenti annunciati oggi, scrive l’antitrumpiano New York Times, richiederanno un notevole aumento di risorse. Con 11 milioni di immigrati irregolari presenti nel Paese, secondo le stime, le autorità Usa hanno per lungo tempo dovuto restringere il campo delle priorità, a causa della mancanza di fondi e personale sufficienti per far fronte al problema. Funzionari del Dipartimento per la Sicurezza interna hanno spiegato che le nuove direttive puntano a rendere più efficaci i nuovi strumenti legislativi che il Congresso ha già assegnato al Dipartimento per fronteggiare l’immigrazione illegale. Tuttavia, hanno spiegato i funzionari, alcuni provvedimenti verranno messi in atto più lentamente, in attesa che siano predisposti i necessari accorgimenti logistici e legali. È il caso dei rimpatri in Messico degli immigrati irregolari provenienti dal Centro America che sono in attesa di comparire davanti a un giudice. Verranno fatti solo in un numero limitato di casi e col consenso delle autorità messicane. I funzionari hanno chiarito che le nuove direttive non andranno ad incidere sul programma noto come “Deferred Action for Childhood Arrival”, varato dall’Amministrazione Obama, per la tutela di coloro che sono entrati illegalmente negli Usa da minorenni.