Trump contro il giudice: «Ma se anche alcuni Paesi islamici concordano col bando…»

Prosegue in queste ore il braccio di ferro tra la Casa Bianca e i il giudice che ha bloccato l’ordine di Trump sugli ingressi nel Paese di perosne provenienti da sette Paesi islamici. Il governo degli Stati Uniti infatti stamattina ha dato istruzioni alle compagnie aeree perché imbarchino i passeggeri dei sette Paesi colpiti dall’ordine esecutivo di Donald Trump e che è stato sospeso ieri temporaneamente a livello nazionale da un giudice federale. Lo scrive il New York Times, secondo cui la disposizione è stata data ieri sera alle compagnie nel corso di una conference call con le autorità competenti. “Per il prossimo futuro, tutti i passeggeri con documenti di viaggio validi potranno volare su tutti i voli svizzeri verso gli Stati Uniti”, ha fatto sapere Swiss International in una nota, seguita da Qatar Airways ed EgyptAir. Secondo il dipartimento di Stato americano, dopo la firma dell’ordine esecutivo da parte di Trump venerdì scorso, sono stati revocati 60mila visti di ingresso negli Stati Uniti.

Trump reagisce: ci sono ragioni di sicurezza nazionale

La risposta non si è fatta attendere. Duro attacco del presidente degli Stati Uniti al giudice federale dello Stato di Washington, che ha sospeso temporaneamente a livello nazionale l’ordine esecutivo sul divieto di ingresso ai cittadini di sette Paesi musulmani. “L’opinione di questo cosiddetto giudice, che
essenzialmente sottrae al nostro Paese l’applicazione della legge, è ridicola e sarà ribaltata”, ha scritto su twitter Trump. E in un tweet precedente il presidente ha scandito: “Quando un Paese non è più in grado di dire chi può o non può entrare e uscire, specialmente per ragioni di sicurezza, è un grande problema”. “È
interessante – è il contenuto del terzo tweet di Trump – che alcuni Paesi del Medio Oriente concordino con il bando. Sanno che se ad alcune persone è permesso entrare, ci sarà morte e distruzione”. Le prime scintille c’erano state già ieri sera: dopo che il giudice federale Jamers Robart ha sospeso temporaneamente l’ordine esecutivo che blocca l’ingresso nel Paese ai cittadini provenienti da sette Paesi musulmani, la Casa Bianca ha già annunciato battaglia, preannunciando “al più presto” un ricorso da parte del dipartimento di Giustizia. “L’ordine del presidente – si ribadisce – ha l’obiettivo di proteggere la madrepatria e il presidente ha l’autorità costituzionale e la responsabilità di proteggere il popolo americano”.