Traffico di rame rubato, retata a Torino: 9 arresti, decine di denunce (video)

I carabinieri di Settimo Torinese hanno sgominato un’organizzazione criminale specializzata in furti, ricettazione e riciclaggio di rame rubato. Nel corso dell’operazione è stata anche individuata una ditta di demolizioni, ritenuta essere punto di riferimento per tutti i “predoni di oro rosso” della provincia di Torino oltre che centro di  raccolta e smistamento di rame rubato per il nord  e centro Italia, i cui titolari avevano compiti ben definiti tra di loro, finalizzati  alla ricettazione e al riciclaggio del rame rubato. Nell’inchiesta sono coinvolte anche altre 3 aziende che acquistano il rame. Il giro d’affari accertato dagli investigatori supera i 200mila euro mensili. I militari hanno notificato un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dalla Procura di Ivrea, nei confronti di 9 persone, delle quali 2 in carcere, 3 ai domiciliari, per i gestori delle ditte compiacenti, 3 con obbligo di dimora e una con obbligo di firma, perché ritenuti responsabili a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata alla ricettazione, riciclaggio e furto aggravato. La ditta di demolizioni è stata sottoposta a sequestro preventivo, finalizzato alla confisca. Le tre aziende corresponsabili del traffico illegale di rame sono state perquisite. Nel corso delle indagini sono già 31 le persone denunciate per furto e 3 i ricettatori arrestati. I furti documentati sono avvenuti in tutto il nord e centro Italia e interessano quasi sempre impianti fotovoltaici e siti di stoccaggio di ditte fornitrici di energia. Le indagini sono state dirette e coordinate dalla Procura di Ivrea.

Il rame rubato era a Settimo Torinese

A far scattare le indagini, nel gennaio dello scorso anno, il ritrovamento in una ditta di demolizioni di San Mauro, considerata quartier generale dello smistamento del rame rubato, di un’auto carica di metallo, circa mezza tonnellata, rubata nel campo sportivo di Settimo Torinese. Le successive verifiche hanno permesso ai militari di tracciare una decina di furti, mentre su una quarantina ci sono ancora indagini in corso. La sottrazione di rame, ad opera di una trentina di rom di origine romena, tutti identificati e denunciati, veniva compiuta in cantieri di grandi aziende, impianti fotovoltaici e lungo linee ferroviarie in diverse parti d’Italia, tra cui Piacenza, Macerata, Cremona oltre che nel torinese. Il rame, acquistato dalla ditta di San Mauro, veniva poi smistato in tre ditte, una di Borgaro, una di Leini’ e una di Torino, quindi ripulito e rivenduto legalmente e, dunque, non rintracciabile. Nel corso dell’operazione sono stati recuperati anche 33 mila euro in contanti.