“Ti taglio la gola”: migranti minacciano e sequestano garante dei minori a Bari

“Ti tagliamo la gola”. Minacce, insulti e sequestro di persona. Ecco cosa è accaduto alla garante nazionale per l’infanzia e l’adolescenza, Filomena Albano, sequestrata per circa un’ora all’interno della comunità  per minorenni stranieri non accompagnati di Cassano delle Murge (Bari), mentre stava effettuando un giro di incontri in Puglia. Solo l’intervento dei carabinieri ha impedito il peggio per la donna e le persone che erano con lei. Tutti sono stati costretti a rimanere chiusi nella struttura di accoglienza, che ospita una trentina di ragazzi originari in particolare dal Gambia, dalla Nigeria e dall’ Egitto. Si potrebbero configurare i reati di sequestro di persona e di minacce a carico dei migranti ospiti. Dalle intemperanze verbali si è passati a gesti ancora più clamorosi come quello di posizionare oggetti e mezzi davanti al cancello di ingresso della struttura o quello di stendersi davanti allo stesso, in una sorta di presidio passivo, impedendo di fatto agli ospiti di uscire dalla masseria per circa mezz’ora, fino cioè all’arrivo dei carabinieri della Stazione di Cassano intervenuti sul posto a seguito di una telefonata al 112. Se non fossero arrivati loro sarebbe accaduto il peggio perché la tensione era salita alle stelle ed era diventata ingovernabile.

Migranti, minacce e sequestro

I giovani migranti protestavano da alcuni giorni perchè reclamavano una sistemazione più adeguata. Ai migranti era stato detto che sarebbero rimasti ospiti della masseria
per due mesi e invece sono lì da quattro. Inoltre sollecitavano tempi più celeri per la definizione del loro status. Il che certo non giustifica in alcun modo la violenza o una tentato sequastro: infati sull’episodio partirà una informativa dell’Arma all’autorità giudiziaria. La visita aveva l’obiettivo di verificare le condizioni dei ragazzi. Filomena Albano era accompagnata nella visita al centro di Cassano dal garante regionale dei diritti dei minori per la Puglia, Rosy Paparella. Come raccontano i quotidiani locali,  mentre gli operatori e le garanti erano nella sala riunioni del centro d’accoglienza è scoppiata la protesta. I ragazzi hanno cominciato ad urlare e gridare, mentre alcuni, tuttora da accertare, si sarebbero spinti a minacciare di morte la responsabile del centro stesso di accoglienza. la tensione è salita quando lei e  le persone che le accompagnavano hanno tentato di uscire. I giovani – secondo le ricosteruzioni- hanno circondato le auto impedendo alla delegazione di allontanarsi dal centro. A quel punto uno dei componenti la delegazione ha chiamato con un telefono cellulare i carabinieri che sono giunti subito sul posto riuscendo, dopo aver trattato con i ragazzi per circa un’ora, a calmare gli animi e a liberare la garante nazionale e le persone che la accompagnavano. La tensione si  è fatta poi altissima quando una decina di ragazzi, rivolgendosi alla responsabile della comunità, le hanno detto: “Ti tagliamo la gola”.