Tentato golpe contro Djukanovic, Montenegro furioso con Mosca

Il procuratore speciale montenegrino Milivoje Katnich ha puntato il dito contro “organi dello Stato russi” per il loro “coinvolgimento a un certo livello” nel fallito colpo di stato contro il premier Milo Djukanovic prima delle elezioni presidenziali lo scorso ottobre, per ribaltare la decisione di Podgorica di aderire alla Nato. Immediata la risposta del ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, secondo cui le accuse – rilanciate da un articolo del Daily telegraph ieri secondo cui i servizi britannici sono arrivati alle stesse conclusioni, aggiungendo che il complotto prevedeva anche l’uccisione del premier – sono “prive di sostanza”, un commento identico a quello del portavoce del Cremlino.

Ma Mosca nega ogni coinvolgimento

Fino a ora, il presunto piano era stato genericamente attribuito a “nazionalisti filo russi”. Un totale di 25 persone, la maggior parte delle quali serbi, sono stati arrestati con l’accusa di essere stati coinvolti nel progetto per assaltare il Parlamento con indosso divise della polizia montenegrina.  Nell’intervista rilasciata all’emittente tv Rtcg, Katnich ha denunciato che una delle persone arrestate, il russo Eduard Shishmakov, è un operativo dei servizi russi che in passato ha avuto un incarico come vice attache militare all’ambasciata in Polonia. Nei giorni scorsi, Andrija Mandic e Knezevic, leader del partito Fronte popolare, filo russo e all’opposizione, sono stati privati della loro immunità parlamentare per il sospetto di un loro coinvolgimento, ma il procuratore Ivica Stankovic ha ritirato l’ordine di arresto nei loro confronti firmato da Katnich.