Tensione a Cinquestelle: Grillo difende la Raggi, ma i big restano in silenzio

Il day-after di Virginia Raggi trova i Cinquestelle in ordine sparso, segno che la botta dell’interrogatorio-fiume cui è stato sottoposto il sindaco, anzi la “sindaca”, di Roma non è stata ancora assorbita. E se un “pretoriano” come Alfonso Bonafede risponde con un imbarazzato silenzio ai cronisti che gli chiedevano lumi circa il ritiro del simbolo alla Raggi da parte del M5S, alimentando voci e sospetti, la diretta interessata ostenta sicurezza e tranquillità. «La sfiducia? Non e un’ipotesi reale», taglia corto al suo arrivo in Campidoglio.

La Raggi ostenta sicurezza: «Vado avanti»

Il primo cittadino è reduce da un confronto serrato con i pm di Roma nell’ambito dell’inchiesta che la vede indagata per abuso d’ufficio e falso in relazione alla nomina del fratello dell’ex-capo del personale capitolino Raffaele Marra. Anche sulla complessa vicenda giudiziaria che la vede coinvolta, la Raggi sfoggia serenità: «E’ stato un’interrogatorio molto tranquillo, ho risposto a tutte le domande. Ho chiarito la mia posizione e vado avanti», si è limitata a riferire. Ha persino provato a far ricorso all’ironia quando i cronosti le hanno chiesto se dopo l’interrogatorio avesse sentito Beppe Grillo: «L’ho sentito – ha risposto -, mi ha detto che farà polizze per tutti». Una battuta nel tentativo di sdrammatizzare una situazione che, al contrario, in molti nei Cinquestelle cominciano ormai a ritenere insostenibile. Nel corso dell’interrogatorio, infatti, i pm hanno chiesto alla Raggi di chiarire i motivi per cui risultasse beneficiaria di una polizza assicurativa sulla vita stipulata da Salvatore Romeo, il dipendente del Campidoglio cui – sicuramente per uno di quegli scherzi del destino – è stato promosso dalla Raggi con triplicazione dello stipendio. Romeo è lo stesso con cui la stessa Raggi si appollaiava sui tetti per parlare evidentemente di argomenti riservati. «Della polizza stipulata per me da Romeo, l’ho appreso ieri sera, sono sconvolta».

Il mistero della polizza imbarazza il MoVimento

A differenza di tanti del MoVimento, Grillo le crede. E la difende. Non direttamente, ma accostando implicitamente le vicende giudiziarie della Raggi al rifiuto dell’amministrazione capitolina di ospitare a Roma le Olimpiadi del 2020: «Il Coni e Malagò – scrive infatti Grillo – si sono visti sfilare da sotto il naso la ricca torta delle Olimpiadi grazie ad un’amministrazione coraggiosa, e tentano di rifarsi aggrappandosi al bilancio pubblico e alle tasse dei cittadini». La difesa di Grillo, tuttavia, non mette a tacere le fortissime tensioni che agitano i Cinquestelle. La dice lunga che nemmeno un messaggio a favore della Raggi proviene reca la firma dei parlamentari, a cominciare dai big Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista. Insomma, tutto lascia pensare cheper il M5S il peggio debba ancora venire.