Stalker recidivo: finisce agli arresti domiciliari due volte in un mese

Minaccioso e recidivo: due “doti” pericolose che hanno indotto  i magistrati a relagare agli arresti domiciliari un giovane stalker, due volte in un mese. Un record non proprio lusinghiero che denuncia la pervicacia dell’uomo nel reiterare nelle sue condotte persecutorie e che testimonia come, di fornte a uno stoalking ossessivo, neppure un’ordinanza di custodia può imprimere il divieto a delinquere. 

Stalker recidivo finisce ai domiciliari (di nuovo) 

A continuare a insistere con un atteggiamento morboso e pesantem,ente lesivo della libertà individuale della vittima. Vittima, in questo caso, scelta addirittura per caso su Facebook, che lo stalker recidivo ha continuato a perseguitare online nonostante il divieto del tribunale di avvicinarsi e di comunicare con qualsiasi mezzo: per queste ragioni un 29enne di Potenza, già arrestato per atti persecutori a gennaio, è stato nuovamente sottoposto ad arresto (ai domiciliari) sempre per stalking. E pensare che tra il giovane e la vittima non c’è mai stata una relazione sentimentale. Qualche anno fa i due si sono visti in un locale, ma dopo quell’incontro casuale non c’è stato più alcun contatto.

Appostamenti sotto casa e minacce online

Di recente lui aveva chiesto alla donna amicizia su Facebook, e da quel momento sono iniziate le condotte persecutorie e gli atteggiamenti intimidatori posti in essere dal 30enne che, lungi dal desistere e dal provare almeno a non dare troppo nell’occhio, ancora una volta si è fatto scoprire dalla Polizia della locale Questura. Infatti, nonostante il precedente arresto in flagranza di reato (per i continui appostamenti davanti all’abitazione della vittima o nei luoghi frequentati) ed il successivo ordine di non avvicinarsi e di non comunicare, il giovane utilizzava profili diversi su Facebook ed inviava in maniera ossessiva messaggi alla ragazza. Per questa ragione è scattato il secondo arresto: sperando che davvero stavolta lo stop imposto serva una volta per tutte.