Sondaggio, un italiano su 2 vuole lo stop all’immigrazione islamica

Altro che demonizzazione di muri e bandi: un sondaggio di Chatman House, condotto su un campione di 10.000 cittadini appartenenti a 10 Stati membri dell’Unione Europea, lo dice chiaramente: paura e diffidenza nei confronti dell’immigrazione islamica in Europa – e del dilagare del pericolo jihadista – crescono di ora in ora e l’unico argine di massa che si intravede è quello che sta provando ad erigere Donald Trump, tra guerre intestine dichiarate dai giudici Usa a colpi di decreti e emendamenti, boicottaggi diplomatici internazionali, campagne di stampa di odio planetarie. E dopo Parigi, Nizza e Berlino, nel vecchio continente la diffidenza cede il passo alla paura vera e propria.

Sondaggio, un italiano su 2 favorevole al bando anti-islamico di Trump

Dunque, oltre il politically correct. Oltre l’ecumenismo geo-politico, cresce la preoccupazione degli europei per l’immigrazione dai Paesi musulmani. E l’attendibilità della verità matematica percentuale lo dice chiaro, anche se il risultato del sondaggio d’opinione oscilla a seconda del paese interpellato: a essere favorevoli a un blocco di flussi massicci e ininterrotti è, al momento, il 55% delle popolazioni europee aperte – o costrette – all’accoglienza coatta e all’ospitalità tout court. In Italia, ad esempio, secondo l’istituto che ha realizzato l’indagine, è un buon 51% degli intervistati a dirsi d’accordo con la proposizione «Tutta l’ulteriore immigrazione dai Paesi a maggioranza islamica dovrebbe essere fermata», mentre il 23% si dice in disaccordo e il 26% afferma di non avere un’opinione. E tutti, comunque, si ritrovano spesso a non indicare come parametro di diffidenza e paura il solo rischio terrorismo: l’appoggio ideologico e pragmatico al bando di Trump nasce infatti anche dalle condizioni economiche delle realtà geo-sociali prese in considerazione dall’indagine: a essere più ostili agli stranieri in generale, allora, risultano quasi sempre le persone che vivono in condizioni economiche più precarie e che quindi, in quanto nuclei in difficoltà, temono una concorrenza al ribasso sul mercato del lavoro. 

Se in Europa cresce la paura del terrorismo jihadista 

E se la quota dei favorevoli a un ipotetico muslim ban generalizzato anche in Europa si trovano in Spagna (41%) e nel Regno Unito (47%), in Polonia, invece, nonostante il paese sia tra quelli che registrano il più basso indice di presenza di migranti, il 71% dei cittadini si schiera per un blocco. Seguono l’Austria (65%), l’Ungheria (64%), il Belgio (64%) e la Francia (61%), due Paesi, questi ultimi, dove ovviamente i recenti attacchi sanguinari compiuti da terroristi jihadisti hanno lasciuato il segno e contribuito a cambiare radicalmente pesniero e atteggiamento dell’opinione pubblica.. Lievemente sotto la media, infine, il dato sulla Germania, un altro Paese colpito come noto di recente dal terrorismo isalmista, dove a voler fermare l’immigrazione dalle aree musulmane è il 53% degli intervistati.