Sisma, Errani si rimangia lo sfogo: «Ho lavorato benissimo, non me ne vado» (video)

Nega che fosse un fuorionda, come è stato presentato, e sostiene che «quelle cose lì» le ha dette come stimolo, per «dare impulso» a una organizzazione migliore. Vasco Errani affida a una intervista al Corriere della Sera la replica alle polemiche suscitate dalle sue parole non esattamente confortanti sull’andamento della ricostruzione post-terremoto, per la quale è commissario. «Non c’è dubbio, abbiamo avuto quattro terremoti di dimensione stratosferica. Ma tutto ciò non risolve il fatto che non riusciamo ad andare avanti su alcune cose: casette, stalle, macerie. Questa non è ricostruzione», ha detto l’esponente Pd durante una riunione con i sindaci delle Marche.

La lettura politica dello sfogo di Errani

L’audio, pubblicato da Panorama, è stato accolto come una ammissione di incapacità da parte del commissario, del quale molti hanno ricordato la pienezza dei poteri speciali. Ma non solo. Della vicenda esiste anche una lettura politica, ovvero che si sia trattato di un colpo alla maggioranza Pd di governo, sferrato da uno che è dato già con un piede fuori dal partito. Una lettura che Errani ha negato nel suo colloquio con il Corsera, nel quale ha sostenuto che «le due cose non hanno alcuna relazione» e che «il mio incarico è istituzionale e comunque lo porterò a termine». 

La replica: «Io ho lavorato benissimo»

La vicenda però, anche dopo l’intervista, mantiene zone d’ombra. Perché se da un lato Errani, rispondendo al fatto che lui è il commissario con «poteri assoluti», ha rivendicato che «ho lavorato benissimo e svolgerò la mia funzione utile fino alla fine», dall’altro non ha chiarito a chi fossero rivolte le sue critiche. «Io non ce l’ho con nessuno. Il tema è – ha detto – la vastità del territorio interessato da quattro scosse gravissime». Insomma, colpa del destino cinico e baro se la ricostruzione e il sostegno alle popolazioni languono.