Siria, i curdi vanno alla guerra contro la “capitale” dell’Isis Raqqa

Le Forze democratiche della Siria (Fds), coalizione mista curdo-araba sostenuta dagli Usa in funzione anti-Isis, annunciano l’avvio di una nuova fase dell’offensiva contro Raqqa, la città nel nordest della Siria trasformata dai jihadisti dell’Isis nella “capitale” dell’autoproclamato califfato. In un comunicato le Fds affermano che l’obiettivo è accerchiare Raqqa con il “sostegno crescente della coalizione” internazionale anti-Is a guida Usa, che “garantisce copertura aerea all’avanzata delle nostre forze o con l’assistenza di unità speciali alle nostre forze nella battaglia sul campo”. Raqqa è sotto il controllo dell’Is dal 2014 e si ritiene che nella città vivano più di 200mila persone. Citato dai media curdi, il portavoce delle Fds, Jihan Sheikh Ahmed, ha spiegato che l’obiettivo della nuova fase dell’offensiva è liberare dalla presenza dell’Isis i villaggi a est di Raqqa. Le operazioni per la riconquista di Raqqa sono iniziate lo scorso novembre. Il sostegno degli Usa alle Fds è oggetto di tensioni con la Turchia, che ritiene che le milizie curde Ypg siano legate al Pkk, considerato organizzazione terroristica dal governo di Ankara.

Il califfo  al Baghdadi si troverebbe in Siria

Intanto si apprende che il leader dell’Is, Abu Bakr al-Baghdadi, si troverebbe nella località siriana di Markada, nella provincia di Hasaka, per partecipare a una riunione con i comandanti del gruppo: la notizia viene riportata oggi dall’agenzia di stampa iraniana Fars, che cita l’agenzia Sputnik. Il portale fa a sua volta riferimento a fonti locali che parlano di “rafforzate misure di sicurezza” nella regione – soprattutto negli ultimi due giorni – che fanno ipotizzare che il “califfo” possa trovarsi nella zona. La Fars cita anche una fonte della sicurezza in Iraq che il mese scorso ha sostenuto che al-Baghdadi avesse lasciato l’Iraq per fuggire verso la città siriana di Raqqa, appunto “capitale” dell’autoproclamato “califfato”.