Simula l’impiccagione per postare il video sui social: 13enne rischia di morire

Soggiogati. Asserviti. Totalmente dipendenti dalla dittatura dei social che impone di apparire, sempre e comunque. In ogni contesto e in qualunque modo. E così, dalla cronaca rosa a quella nera, il passo rischia di essere davvero breve. Lo testimonia, una volta di più, se ne ce fosse bisogno, il caso del 13enne napoletano che ha simulato l’impiccagione per riprendere la scena in un video, da postare poi sui social network, rischiando di morire…

Simula l’impiccagione per postare una sua foto sui social

E così, dopo l’adolescente malato di sovraesposizione sul web che arrivò ad uccidere la madre pur di apparire e di accapparrarsi in Rete i suoi fatidici – e maledetti, in quel caso – 15 minuti di notorietà, (in virtù del motto che, «anche male, ma basta che se ne parli»), adesso è la volta di questo 13enne partenopeo che ha messo seriamente a rischio la propria vita per simulare un’impiccagione, riprenderla con il telefonino e pubblicarla sui social network. Un dramma che poteva degenerare in tragedia, consumatosi sabato sera quando, nell’abitazione degli zii a Mugnano, utilizzando la cinta di un accappatoio, il ragazzino si è impiccato mentre il cugino scattava la foto. 

Si è rischiata la tragedia: indagano i carabinieri

Non bastava un selfie e accennare l’atto, comunque di cattivissimo gusto, no. Non bastava. Ma i due non avevano previsto che il protagonista che ha rischiato di diventare la vittima della foto, avrebbe avuto difficoltà a liberarsi e che solo l’intervento della zia avrebbe evitato conseguenze ben più tragiche. Liberato dal cappio che in cui si era imprigionato, il giovane è stato trasportato all’ospedale San Giuliano di Giugliano (Napoli), dove è ricoverato in coma farmacologico e dove al momento risulta essere in condizioni stazionarie. I Carabinieri di Mugnano stanno indagando per ricostruire la dinamica dell’accaduto, ma il movente sembra essere già chiaro: protagonizzare sui social. A qualunque costo.