Si spacciava addirittura per petroliere arabo per compiere le sue truffe, poi…

Non che il copione fosse proprio originale: prima di lui, già gli sceneggiatori delle commedie di Totò e Peppino avevano saputo architettare di meglio, eppure è riuscito a colpire lo stesso nel segno e a dare scacco matto a diverse vittime, truffate e beffate.

La solita truffa dello scambio di banconote

Il suo target di riferimento, allora, era il mondo imprenditoriale, a cui l’uomo – un 33enne cittadino francese di origine serba – si rivolgeva prospettando affari per importi elevati. Unica condizione scambiare, prima della ratifica della compravendita, somme rilevanti, offerte in banconote di grosso taglio, con banconote di taglio minore, asseritamente per evitare problemi di carattere fiscale. Inutile dire che, al momento dello scambio, si concretizzava la truffa: le banconote ricevute dalle vittime, infatti, solo in piccola parte erano originali, mentre il resto era costituito da danaro falso. Poi, nei casi in cuiil raggirato di turno si rendeva conto dell’inganno, i modi viravano improvvisamente nel brusco e i malviventi non esitavano a minacciare i truffati con la pistola pur di impossessarsi comunque della posta in gioco. E il bottino estorto, con le buone o con le cattive, era quasi sempre di cnosiderevole portata.

Si spacciava addirittura per petroliere arabo…

Purtroppo per lui, però, la carriera criminale del truffatore francese è stata interrotta dagli investigatori del Commissariato Viminale, diretto da Giovanna Petrocca, che lo hanno arrestato in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma per i reati di rapina aggravata e tentata truffa. Le indagini sono iniziate con la denuncia del titolare di una ditta che produce arredamenti per uffici, contattato dai truffatori dichiaratisi rappresentanti di una società inglese incaricata di acquistare mobili per le scuole italiane. Dopo la trattativa, avvenuta in un prestigioso hotel del centro, l’accordo si era chiuso con l’ok a una fornitura da 80.000 euro. In procinto di effettuare il solito scambio, la vittima ha però intuito l’inganno e ha provato a «tirarsi indietro»; ma a questo punto un complice ha tirato fuori una pistola, costringendo il derubato a consegnare la valigetta con il danaro, allontanandosi poi con l’autovettura a tutta velocità.

L’ultimo inganno beffa il truffatore…

E non è ancora tutto: un’altra truffa, pochi giorni dopo, è stata organizzata a danno dell’amministratore unico di una società. Un sedicente petroliere di Dubai si è mostrato interessato all’acquisto di due capannoni per 2 milioni di euro. Solita condizione, lo scambio preventivo di 100 mila euro in banconote da 500 euro con una pari somma costituita da banconote di piccolo taglio. L’ “affare”, però, all’ultimo non si è concretizzato: la vittima, infatti, intuito che qualcosa non andava, ha preso tempo e si è rivolta agli agenti del Commissariato Viminale che, grazie ad una serie di appostamenti e pedinamenti, sono riusciti ad identificare il truffatore, arrivando a scoprire in lui un vero professionista della truffa, del quale si era interessata in passato anche la trasmissione Le iene. Le risultanze investigative sono state pertanto sottoposte alla valutazione del Tribunale, che ha emesso per l’uomo un’ordinanza di custodia cautelare, eseguita dai poliziotti del commissariato. Le indagini, però, sono bel lontane dal dirsi concluse: appostamenti e pedinamenti, riscontri e incroci, infatti, proseguono per individuare gli altri appartenenti all’organizzazione criminale.